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    Presidente della Turchia Tayyip Erdogan

    Huffington Post: ecco i 3 errori della Turchia che hanno provocato conflitto con Russia

    © REUTERS/ Umit Bektas
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    Sostenendo il Daesh (ISIS), la Turchia è entrata in un conflitto indiretto con la Russia che sostiene Bashar Assad, rileva Romain Herreros, giornalista de “Le Huffington Post”.

    La Turchia ha commesso una serie di errori che alla fine l'hanno portata a scontrarsi con la Russia, ritiene il giornalista Romain Herreros de "Le Huffington Post".

    Mantenendo una duplice posizione nella crisi siriana, Ankara potrebbe allo stesso tempo entrare in conflitto con Mosca e irritare i governi occidentali che sono insoddisfatti della posizione controversa della Turchia contro le organizzazioni jihadiste, nonché della repressione dei curdi turchi, sui quali conta la Francia per combattere il Daesh.

    "Trovandosi sulla strada dell'isolamento diplomatico, la Turchia ha commesso una serie di decisioni sbagliate, che oggi la stanno portando verso un'escalation nei rapporti con Mosca," — scrive Herreros.

    In primo luogo, sottolinea il giornalista, la Turchia è stata connivente con il Daesh. Nonostante le smentite del presidente Recep Tayyip Erdogan sugli acquisti del petrolio dei terroristi da parte della Turchia, numerosi dettagli dimostrano chiari legami tra le forze di sicurezza turche e la leadership dei fondamentalisti. (Nella giornata di ieri il ministero della Difesa russo aveva pubblicato le prove degli acquisti di petrolio del Daesh da Ankara, ndr).

    Questa azione si è dimostrata sbagliata in primo luogo perché non ha salvato la Turchia dagli attacchi terroristici di stampo islamico, così come per il fatto che ha provocato un confronto indiretto con la Russia.

    Secondo Herreros, il secondo errore della Turchia è l'aver intrapreso un conflitto indiretto con la Russia, schierata col presidente siriano Bashar Assad. Ankara sosteneva il Daesh, perché questa organizzazione minacciava il regime di Assad e i curdi. Sostenendo i terroristi islamici, il presidente turco voleva velocizzare la caduta di Assad e instaurare un regime sunnita al confine.

    Erdogan era convinto che Putin non avesse appoggiato Assad, ma alla fine le forze armate russe sono venute in soccorso di Damasco.

    "In questo caso, sostenendo i nemici di Assad, la Turchia è tornata alla logica dello scontro con Mosca, i cui risultati si vedono oggi. Gli amici dei miei nemici sono i miei nemici," — scrive Herreros.

    Questo errore, secondo il giornalista, ha avuto delle conseguenze: ha aggravato la mancanza di fiducia con gli alleati occidentali ed ha portato a un peggioramento delle relazioni con la Russia.

    In terzo luogo, la Turchia, con le spalle al muro, non ha avuto altra scelta che accettare la logica di escalation, ritiene l'autore, e l'abbattimento dell'aereo russo dimostra la testardaggine di Ankara. Erdogan può avanzare il diritto di difendere la sovranità del suo spazio aereo, ma non poteva non essere a conoscenza delle conseguenze dell'incidente.

    Nel momento in cui sembrava vicino un accordo tra Russia, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti per combattere il Daesh, la Turchia ha rifiutato una posizione "ragionevole", ritiene Herreros.

    Qui l'errore è nell'indebolimento delle speranze per la creazione di un fronte comune contro il Daesh in un momento in cui Obama e Putin erano vicini ad un accordo.

    La Turchia non può più essere considerata come "difensore della pace" nella regione, perché ha contribuito a "creare un mostro", conclude Herreros.

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    ISIS, Geopolitica, Politica Internazionale, Occidente, jet abbattuto in Siria, Abbattimento jet russo, Recep Erdogan, USA, Siria, Russia, Turchia
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