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    Jeremy Corbyn

    Corbyn, il Labour si spacca sui bombardamenti in Siria

    © AP Photo/ Alastair Grant
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    Corbyn deve affrontare l’opposizione di circa metà del governo ombra, mentre il 70% della base del partito è cpn lui. Oggi riunuine del gruppo parlamentare decisiva.

    Il leader del partito laburista britannico, Jeremy Corbyn, riunirà oggi i membri del suo "governo ombra" per consigliare loro di votare contro la proposta del governo di ampliare i raid britannici contro Daesh in Siria. Alla fine del 2014, la Camera dei Comuni aveva votato a favore dei bombardamenti in Iraq ma non li aveva autorizzati in Siria.

    Il leader laborista, Jeremy Corbyn, che si oppone a qualsiasi intervento militare in Medioriente e in passato si è distinto per essere stato una delle voci più importanti contro la guerra in Iraq nel 2003, si trova ora ad affrontare l'opposizione di circa la metà dei membri del governo ombra laburista, vale a dire lo stato maggiore del partito, a cominciare dal vice, Tom Watson, e dalla responsabile agli Affari Esteri, Hilary Benn.

    E' in programma oggi una riunione decisiva, dalla quale uscira' vincitrice una delle due possibili opzioni: la disciplina di partito o il voto secondo coscienza. Corbyn ha ribadito la sua autorita', ricordando che gode di un ampio mandato e che spetta solo a lui decidere. Il leader potrebbe anche sostituire alcuni membri dell'esecutivo ombra. Non e' esclusa, tuttavia, l'ipotesi di un compromesso. Alcuni parlamentari, come John Spellar, Fiona Mactaggart e Simon Danczuk, invece, puntano alle dimissioni di Corbyn. A dare man forte a Corbyn c'è il leader del potente sindacato Unite, Len McCluskey, che accusa i dissidenti di "giocare col fuoco" e di voler tentare un "golpe" parlamentare.

    Il dibattito all'interno del Labour non lascia indifferente il governo Cameron, che spera di potere avere un voto ai Comuni già mercoledì 2 dicembre. Un'eventuale spaccatura dei laburisti potrebbe portare a un rinvio, mentre se a prevalere fosse la disciplina imposta da Corbyn, verrebbe a mancare l'ampia maggioranza parlamentare per i bombardamenti contro il Daesh in Siria, auspicata da Cameron.

    Nella disputa e' intervenuto anche Len McCluskey, segretario generale del piu' importante sindacato nazionale, Unite, che accusa i ribelli di approfittare della questione siriana per cercare di sovvertire la leadership. Nel caso in cui il vertice non concedersse la liberta' di voto ai deputati, e' improbabile che il governo possa procedere con una votazione alla Camera dei Comuni, che il premier, David Cameron, vorrebbe fissare per mercoledi'.

    Una spaccatura senza precedenti nella storia del Labour, che potrebbe portare alle dimissioni dei ministri ombra dissidenti e a una grave crisi all'interno della principale forza di opposizione al governo conservatore.

    Nel frattempo, Corbyn ha consultato online gli iscritti sui bombardamenti in Siria, ottenendo 70mila risposte, circa il 70% delle quali contro i raid.

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    jihad, Terrorismo, Lotta al terrorismo, Raid contro "Stato islamico", ISIS, John Spellar, Hilary Benn, David Cameron, Jeremy Corbyn, Gran Bretagna
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