11:36 20 Agosto 2017
Roma+ 25°C
Mosca+ 23°C
    Ribelli dell'Esercito Libero Siriano (foto d'archivio)

    “Il tempo del cambio dei regimi è finito, l'Occidente deve accettare Assad”

    © REUTERS/ Ammar Abdullah
    Politica
    URL abbreviato
    83060440

    La Siria conferma il fallimento del piano degli Stati Uniti per il cambiamento dei regimi in Medio Oriente con l'obiettivo di ottenere una "trasformazione democratica." L'unica forza che può riempire il vuoto politico di questi Paesi è l'Islam radicale, ritiene l'editorialista della rivista Foreign Policy Emile Simpson.

    I tragici eventi di Parigi hanno mostrato che sebbene l'Occidente non tolleri Assad e lo consideri "un macellaio sanguinario, la questione delle sue dimissioni improvvisamente è passata in secondo piano, scrive l'editorialista della rivista "Foreign Policy" Emile Simpson.

    Sembra che finalmente l'Occidente abbia cominciato a capire che l'unica forza capace di riconquistare i territori occupati dallo "Stato Islamico" sia l'esercito di Bashar Assad, scrive Simpson.

    Fa notare che finora l'esercito siriano non riusciva in questa impresa in quanto i Paesi occidentali e le monarchie sunnite del Golfo sostenevano i ribelli di vari gruppi per rovesciare Assad, tenendo così impegnate le sue truppe.

    Ora l'Occidente sta iniziando a capire che in Siria non ci sono alternative ad Assad, ritiene l'editorialista. A prescindere dal destino del capo di Stato siriano, lo scioglimento del suo regime comporterebbe il crollo di quel che resta del Paese e porterebbe ancora più caos. Così, scrive Simpson, la Siria conferma la lezione appresa in Iraq: è giunto al capolinea il piano per promuovere la "libertà" nel mondo musulmano.

    In futuro ci saranno interferenze non per cambiare i regimi, ma per rafforzare governi deboli, senza alcuna garanzia di "riforme democratiche", ritiene Simpson.

    Secondo l'analista, non vi è dubbio che l'unica forza capace di riempire il vuoto politico degli Stati deboli sia costituita dagli islamici radicali. Qualsiasi intervento negli affari interni di Stati sovrani (anche ritenuti repressivi secondo gli standard dell'Occidente) è concepito come un mezzo verso la democrazia, tuttavia può essere sfruttato dagli islamici per raggiungere una destinazione completamente diversa, conclude l'analista.

    Correlati:

    “La dipendenza dagli USA rende l'Europa patetica nella lotta contro ISIS”
    Obama promette di annientare l'ISIS
    Assad elogia la Russia: in 2 mesi di raid fatto più degli USA in 1 anno contro ISIS
    Tags:
    Geopolitica, Occidente, Opposizione, Stato Islamico, ISIS, Esercito siriano libero, Bashar al-Assad, Iraq, USA, Siria
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik