23:25 26 Ottobre 2020
Politica
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Approvate le misure richieste dai creditori internazionali per sbloccare 12 miliardi di aiuti. La maggioranza dell'esecutivo greco si riduce a soli due deputati.

L'esecutivo di Atene ha espulso due deputati dal gruppo parlamentare della coalizione di maggioranza, dopo il mancato appoggio alle riforme necessarie a ottenere nuovi prestiti dai creditori internazionali. I due espulsi sono Nikos Nikolopoulos di Anel e Stathis Panagoulis di Syriza. Non bastasse ciò, Gabril Sakellaridis, ex portavoce di Syriza ed ex candidato sindaco di Atene, ha rinunciato al suo seggio in aula "perchè non in grado di sostenere la politica del governo". Il governo Tsipras riduce così la maggioranza a soli due deputati. Un rischio, considerato che i provvedimenti più duri devono ancora essere discussi.

Intanto, ieri il parlamento greco ha approvato le misure richieste dai creditori internazionali, in cambio dei 2 miliardi di euro legati al piano di salvataggio e di ulteriori 10 miliardi di euro con cui ricapitalizzare le banche.

Le norme approvate in aula comprendono nuovi elementi della riforma previdenziale, e una prima tranche di inasprimenti fiscali per gli agricoltori. Il capitolo più spinoso per Syriza però sono le nuove norme che consentono alle banche di requisire le case di chi non paga le rate sul mutuo e metterle all'asta. Il partito aveva promesso in campagna elettorale che nessuna prima casa sarebbe andata all'incanto. L'intransigenza della Troika ha costretto però il governo ad accettare un compromesso che garantisce la tutela solo al 30% dei greci più poveri. 

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Aiuti alla Grecia, Alexis Tsipras, Grecia
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