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    Yoshihide Suga

    Nonostante crisi demografica e mancanza manodopera il Giappone dice no agli immigrati

    © AFP 2017/ Yoshikazu TSUNO
    Politica
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    Il segretario generale del governo giapponese Yoshihide Suga ha confermato oggi che il Giappone non è pronto ad accogliere gli immigrati persino per compensare la carenza di manodopera.

    "Diversi Stati esteri hanno maturato in questo un'esperienza dura", — ha detto. — Consegue che bisogna diffidare dall'accoglienza dei migranti".

    Il problema era all'ordine del giorno del governo dopo che il ministro per le Riforme Taro Kono aveva proposto di avviare le discussioni per ricorrere alla manodopera straniera a seguito dell'invecchiamento della popolazione giapponese.

    Secondo le previsioni demografiche, entro il 2040 gli abitanti di età superiore a 65 anni rappresenteranno oltre il 36% della popolazione giapponese.

    Si sta concretizzando sempre più per il Giappone la minaccia della carenza di manodopera nelle condizioni in cui il carico sulla sanità e sul sistema pensionistico registra una rapida crescita. Tuttavia le autorità giapponesi sembrano non essere intenzionate a cambiare radicalmente la situazione e non si prodigano a cercare di attirare i migranti dei Paesi più poveri.

    Come ha raccontato a "Sputnik" il presidente del "Club Russo" a Tokyo Mikhail Mozzhechkov, il Giappone ha la propria esperienza negativa con l'arrivo in massa degli immigrati nel Paese, cosa che spiega la cautela del governo:

    "C'è stato un momento nella storia del Giappone quando sono venuti qui gli iraniani a seguito della guerra tra Iran e Iraq. Dopo l'operazione "Desert Storm", con il placet degli americani i giapponese hanno fatto entrare nel Paese gli iraniani, che trovavano lavoro nel settore edile. Ma col passare del tempo si sono diffusi in tutto il Paese e molti sono stati coinvolti in attività illegali come la prostituzione, il traffico di droga, etc. C'è un altro esempio. La società giapponese sta invecchiando, quindi servono badanti e infermiere. Il lavoro è duro, ma la retribuzione è bassa. Pochi donne giapponesi sono disposte a questo tipo di lavoro. C'è stato un programma per attirare donne dalle Filippine, Malesia affinchè si potessero prendere cura degli anziani con salari bassi. Tuttavia, questo programma non funziona correttamente, dal momento che quasi nessuna di loro ha superato l'esame di giapponese, e la maggior parte o è ritornata in patria o si è cimentata in altri servizi. Tenendo a mente gli esempi con gli immigrati iraniani e le badanti provenienti dai Paesi asiatici, riesco a capire perfettamente il motivo per cui il governo nipponico in realtà non vuole aumentare l'afflusso di stranieri in Giappone… "

    Quest'anno il ministero della Giustizia giapponese ha presentato un nuovo piano quinquennale sulla questione dell'immigrazione. Contempla un leggero aumento del numero di stranieri che possono beneficiare delle quote d'ingresso per un lavoro non qualificato. Inoltre vi è un piano per semplificare ulteriormente l'ingresso degli stranieri disponibili a lavorare nell'assistenza degli anziani. Tuttavia gli esperti ritengono che tutte queste misure siano molto limitate.

    La natura chiusa della società giapponese ha la precedenza sulle considerazioni economiche e sociali.

    Tags:
    Lavoro, migranti, migrazione, Società, governo, Yoshihide Suga, Giappone
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