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    Paolo Gentiloni, ministro degli esteri italiano

    Candidato alla presidenza del Portogallo: no alla proposta di Gentiloni

    © East News/ ASSOCIATED PRESS/FOTOLINK
    Politica
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    Paulo Morais, candidato alla presidenza del Portogallo, ha commentato per Sputnik la lettera di Paolo Gentiloni, in cui il ministro degli Esteri italiano parla di “Europa a due velocità”.

    Morais, docente universitario e senza partito, si posiziona come "combattente della corruzione".  Nella sua intervista ha detto in particolare:

    "Sono categoricamente contrario a questa proposta del ministro Gentiloni e quindi contro la posizione del governo italiano, anche se dal punto di vista geopolitico questo desiderio dell'Italia, di aggiudicarsi una parte dello spazio europeo, è comprensibile, specie dopo lunghi anni di dominio tedesco e francese. Dal punto di vista delle relazioni internazionali è chiaro che l'Italia vuole riavere il ruolo che un tempo aveva nella vita dell'Europa. Come esperto lo posso capire, ma come uomo politico portoghese sono categoricamente contrario a questo tentativo di individuare un gruppo circoscritto, creando un'Europa di due tipi. A mio giudizio, un'Europa a due velocità è inaccettabile.

    Credo che in Europa già da tempo convivano due tendenze opposte. Da un lato c'è l'impegno, comprensibile, per la crescita dell'Unione Europea che a mio giudizio può essere applaudito. Tuttavia al tempo stesso c'è un processo che porta all'approfondimento della divisione. Cioè, la crescita è intesa come ingresso di nuovi membri, mentre la divisione viene operata adottando nuove regole, sono azioni opposte. Dell'Europa auspico una stabile crescita, in particolare per quel che riguarda il mercato comune e la tutela dei diritti e delle libertà dell'uomo. Quanto alla politica comune europea, per esempio politica agricola, non sono molto entusiasta. Sono per un'Europa non tanto più profonda, quanto più ampia. Inoltre, creando due tipi di paesi, due gruppi, si contribuirà ad allargare i privilegi delle grandi aziende e dei grandi giocatori finanziari dei paesi più ricchi. Per esempio, la politica comune nel settore agricolo ha avvantaggiato i grandi proprietari terrieri, specie in Francia, ma non solo in Francia, come anche il partenariato pubblico-privato ha privilegiato alcune aziende tedesche, sostenute dalla Banca Europea degli Investimenti. In tal modo, se un giorno venisse creata un'Europa a due velocità, sarebbe un'Europa che renderebbe ancora più profonda la spaccatura all'interno del'UE a favore dei paesi più ricchi e a scapito di tutti gli altri. Cioè, l'Europa a due velocità che, a quanto pare, sta proponendo Paolo Gentiloni, sarebbe un modo di colonizzazione dei paesi più poveri e meno evoluti, da parte delle nazioni più ricche. Ecco perché sono categoricamente contrario".    

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    Lettera di Paolo Gentiloni, Paulao Morais, Portogallo
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