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    Un poster di Bashar Assad

    La Francia cerca di convincere gli alleati a una transizione senza Assad

    © AFP 2017/ Louai Beshara
    Politica
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    Dopo avere disertato la prima tavola rotonda a Vienna sui negoziati, la Francia insiste sulla destituzione di Assad e teme la presenza dell'Iran al prossimo incontro del 30 ottobre.

    La Francia non ci sta. Il Paese transalpino, da sempre al centro della diplomazia internazionale, continua a rimanere sordo ai tentativi di dialogo politico con Bashar al Assad. 

    Dopo avere disertato il primo round di negoziati, svoltisi a Vienna ieri, la Francia si approssima a un secondo incontro che vedrà tra gli attori principali Usa, Russia, Turchia e Arabia Saudita, già presenti nella prima tavola rotonda, insieme all'Iran, che per la prima volta dice la sua all'Europa sulla questione siriana.

    "Vanno chiariti i parametri di una transizione politica in Siria che segua i principi adottati dalla Conferenza internazionale di Ginevra nel 2012": una fonte diplomatica francese così chiarisce oggi a Le Monde l'obiettivo della cena di lavoro parigina di ieri in cui il ministro degli Esteri, Laurent Fabius, ha invitato i ministri degli Esteri d'Italia, Turchia, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Giordania e Qatar, nonchè il sottosegretario di Stato Usa, Tony Blinken, e rappresentanti di Gran Bretagna e Germania.

    La fonte rivela al quotidiano francese le preoccupazioni del ministro Fabius, secondo il quale "in tutti i contatti avuti finora con la Russia non sarebbe stata sviluppata alcuna strategia di uscita" dalla crisi siriana, se non con la presenza di Assad.

    Ora l'obiettivo della Francia è definire "il quadro multilaterale necessario ad una transizione fruttuosa in Siria che permetta la formazione di un governo del quale Assad non sia il capo", riferisce Le Monde. Ma la Russia non sembra interessata al gioco.

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    Tags:
    Diplomazia Internazionale, Tony Blinken, Laurent Fabius, Bashar al-Assad, Siria, Francia
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