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17:38 21 Ottobre 2019
Profughi

Investimenti in armi e sicurezza: l'Europa cambia atteggiamento verso i migranti

© AFP 2019 / ARMEND NIMANI
Politica
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Sembra che l'Europa stia cominciando a percepire i migranti come una minaccia molto reale. Se la Repubblica Ceca, dove la situazione non è poi così critica, si affretta a comperare fucili, che faranno gli altri?

Nella lotta contro i clandestini i Paesi europei si stanno avvicinando sempre più a scenari militari per la difesa della sicurezza e la salvaguardia della propria identità. Ad esempio Praga intende procurarsi rapidamente nuove armi per l'esercito investendo decine di milioni di dollari. La decisione corrispondente è stata già presa dal governo. Questa misura non è legata solo alle presunte minacce militari o alla modernizzazione degli armamenti nell'ambito dei programmi della NATO, ma anche con la necessità di sorvegliare attentamente i confini.

Secondo il ministro della Difesa Martin Stropnitski, lo sblocco dei fondi per le armi si basa sul peggioramento della situazione nel mondo, che rappresenta una minaccia reale per gli interessi della Repubblica e dei suoi cittadini.

La parte maggiore del lotto di armi che verranno acquistate sarà costituita da più di 2.500 fucili d'assalto con le rispettive attrezzature, compresi i mirini laser e i visori notturni. Inoltre l'esercito ceco riceverà i più moderni lanciagranate, pistole e i camion pesanti "Tatra".

Si ha la sensazione che l'Europa percepisca gli immigrati non come un problema umanitario, ma come una minaccia. Se la Repubblica Ceca, in cui la situazione riguardante gli immigrati provenienti dall'Africa e dal Medio Oriente non è così critica, comprerà lanciagranate, cosa faranno quegli Stati sull'orlo del collasso? Compreranno carri armati e caccia-bombardieri?

Bruxelles ha proposto l'idea di fermare l'afflusso di profughi in Turchia. Ha persino offerto ad Ankara miliardi di euro e riaperto la prospettiva di adesione della Turchia alla UE: è come se avesse messo alla prova i turchi per dimostrare di meritare l'Europa. Ma la Turchia non può fidarsi completamente di Bruxelles.

Nel frattempo l'afflusso di clandestini ricorda i rapporti dal fronte di guerra. In diversi Paesi del Vecchio Continente si ricorre sempre più spesso all'impiego dell'esercito. La costruzione di muri e barriere di confine è diventata una tendenza costante nei rapporti tra i Paesi vicini. Persino nella tollerante Germania. Questa situazione ricorda il Medioevo. Che dire della solidarietà europea: la fiducia e l'unità stanno scomparendo davanti ai nostri occhi. L'Unione Europea, ovviamente, continua a posizionarsi come il progetto economico e geopolitico di maggior successo degli ultimi decenni. Ma la vita reale mette in dubbio questo ottimismo. Al contrario nelle menti degli europei riemerge il campanilismo. Come infatti si verificava molti secoli prima degli sconvolgimenti e delle rivoluzioni tra il XIX e XX secolo.

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Migranti, profughi, Società, Difesa, Sicurezza, Crisi dei migranti, Esercito, Unione Europea, Repubblica Ceca, UE
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