09:20 15 Aprile 2021
Politica
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Il ministro degli Esteri italiano riferisce alla Camera sugli sviluppi della crisi libica, all'indomani della bocciatura della bozza per un governo di unità nazionale da parte di Tobruck. Leon: Andiamo avanti.

A poche ore da quella che sembra una chiusura definitiva da parte di Tobruck, nella road map che avrebbe dovuto portare al governo di unità nazionale libico e che sembrava ormai ad un passo, il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, ha riferito alla Camera dei deputati gli sviluppi della delicatissima situazione della sponda sud del Mediterraneo.

Il ministro, che ha ribadito come il processo di pace per un governo di unità sia nelle mani dei libici e che "nessuno può imporlo dall'esterno", ha descritto uno scenario divenuto improvvisamente complicato, principalmente a causa delle pressioni provenienti da quanti non siedono al tavolo del negoziato. Bernardino Leon, inviato ONU per i negoziati che nelle ultime ore ha ribadito da Tunisi di essere convinto che ci sia ancora spazio per la riapertura del dialogo, secondo quanto riferito da Gentiloni "cercherà una stretta finale" per "uscire dall'ambiguità".

"Quando si dice che ci sono pressioni di minoranze — ha detto il capo della Farnesina questa mattina a Montecitorio — significa che il contesto non è tranquillo e pacifico e le pressioni sono anche fisiche e militari".

Gentiloni ha riferito di avere appreso come le delegazioni impegnate in Marocco in queste settimane di dialoghi siano state spesso oggetto di attacchi armati, nei percorsi tra le loro città di provenienza e gli aeroporti.

Al momento questo il parere del ministro italiano, la possibilità che il negoziato riprenda "è da verificare a livello di sicurezza". Con più specifico riferimento alla situazione dei migranti, il ministro ha poi riferito della diminuzione del traffico di esseri umani nella rotta dalla Libia, affermando che potrebbe essere il primo segnale dell'effetto deterrente della missione Eunavfor Med. "Una conferma — ha concluso Gentiloni — la avremo nei prossimi mesi".

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crisi in Libia, Paolo Gentiloni, il ministro degli Esteri, Libia
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