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    Ambasciatore russo: operazione in Siria ha un impatto su relazioni con Ankara

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    L’ambasciatore della Federazione Russa in Turchia Andrey Karlov ha rilasciato all’agenzia RIA Novosti un’intervista, nella quale ha parlato delle relazioni tra Russia e Turchia nel contesto della crisi in Siria.

    L'operazione della Russia in Siria ha messo alla prova le relazioni tra i due paesi. La reazione di Ankara, che insiste sulle dimissioni del presidente siriano Bashar Assad, è stata fortemente negativa. Potrebbe ciò avere un impatto sulle relazioni economiche con Mosca, in particolare mettere in difficoltà la costruzione della centrale nucleare di Akkuyu e del gasdotto Turkish Stream? Ecco l'opinione dell'ambasciatore Karlov:

    "L'operazione dell'aeronautica russa in Siria certamente ha un impatto sulle relazioni tra Russia e Turchia. Spero tuttavia che, nonostante la gravità della crisi siriana, questo deterioramento non sia di lunga durata, specie in campo economico. Lo fanno credere anche le recenti dichiarazioni di alcuni ministri del governo turco, i quali hanno confermato che la costruzione della centrale nucleare di Akkuyu, progettata dalla Russia, procede secondo il piano. Trovare un altro fornitore che sia in grado di costruire un impianto così grande è molto difficile se non impossibile. Tra l'altro, la Russia non solo sta costruendo, ma sta anche finanziando tutto il progetto: si tratta di almeno 20 miliardi di dollari. Non credo che qualcun'altro sia disposto a investire tanto.

    Quanto a Turkish Stream, l'interesse per questo progetto è reciproco. Nella struttura dei consumi della Turchia la quota del gas russo arriva al 60%. I canali di fornitura oggi sono due: il transito attraverso l'Ucraina e il gasdotto Blue Sream attraverso il mar Nero. La Russia ha ufficialente dichiarato che a partire dal 2019 l'Ucraina non sarà più un paese di transito. Come, in questo caso, la Turchia potrebbe ricevere la metà del gas che compra oggi, che viene fornita attraverso l'Ucraina? Blue Stream può essere potenziato, ma la sua capacità non può essere raddoppiata, credo pertanto che Turkish Stream sarà costruito.

    Gazprom voleva ultimare la prima linea del nuovo gasdotto entro la fine dell'anno prossimo, ma adesso si dovrà aspettare per un altro anno. In questo momento è sufficiente costruire una sola linea che in futuro permetterebbe di esportare il gas verso l'Europa. Per Turchia questo progetto è importante non solo dal punto di vista dei consumi interni, già da tempo vuole effettuare il transito del gas verso l'Europa, perché è una questione non solo di prestigio, ma anche di convenienza economica. Dal punto di vista politico non vedo ostacoli che possano rallentare il progetto. Il ritardo è dovuto soprattutto al fatto che la Turchia, in questo momento, ha un governo ad interim. Dopo le elezioni del 1 novembre verrà creato un nuovo governo, allora, spero, le trattative saranno intensificate.    

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    Tags:
    Relazioni Russia-Turchia, Ambasciatore Andrey Karlov
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