02:00 20 Settembre 2018
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan

Turchia, Erdogan oscura i media prima delle elezioni

© AP Photo / Burhan Ozbilici
Politica
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I sette canali televisivi oscurati, tra cui un canale d'intrattenimento per bambini, sono legati alla confraternita Hizmet, considerata da Ankara organizzazione terroristica.

Mentre la Germania conferma l'appoggio alla Turchia per  un iter più rapido nel processo di adesione all'Ue, in cambio di una maggiore collaborazione di Ankara alla gestione dei flussi di profughi, a due settimane dalle cruciali elezioni anticipate del primo novembre, la compagnia statale di comunicazione satellitare in Turchia, Turksat, ha trasmesso ai suoi network l'avviso di interrompere entro un mese le trasmissioni di sette canali ostili all'Akp di Erdogan.

I canali televisivi oscurati, Bugun, KanalTurk, S.Haber, Samanyolu, Mehtap, Irmak e il canale d'intrattenimento per bambini Yumurcak, sono legati alla confraternita Hizmet del magnate e imam Fethullah Gulen, ex sodale di Erdogan e ora suo nemico numero uno.

La rimozione è stata ordinata dall'ufficio del procuratore di Ankara in base al sospetto che questi canali sostengano di fatto un'organizzazione terroristica. Tale infatti è considerata dal governo di Ankara la rete della Confraternita Hizmet.

Solo dieci giorni fa il direttore del quotidiano di opposizione Zaman aveva ricevuto un mandato d'arresto, per aver pubblicato un tweet offensivo. L'accusa: ingiuria al presidente.

La decisione ha scatenato roventi proteste da parte dell'opposizione, che denuncia l'ennesima violazione della libertà di espressione e d'indipendenza dei media in Turchia.

Il gruppo Ipek, già bersagliato da alcune inchieste giudiziarie di carattere fiscale nell'ultimo mese, ha emesso una nota nella quale ha rassicurato i propri telespettatori dicendo che "i canali continueranno a esserci, anche se i media vengono oscurati". Ipek si appella all'articolo 28 della costituzione turca, che sancisce la libertà di stampa e il divieto di censura, e all'articolo 31, nel quale viene dichiarato il diritto a fondare media diversi da quelli statali. 

Il deputato del Chp Mahmut Tanal ha quindi presentato ricorso alla corte costituzionale, definendo la decisione della Turksat come "il segno evidente che l'Akp è nel panico". 

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Televisione, censura, Recep Erdogan, Turchia
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