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    Filo spinato al confine ungherese

    “La costruzione di barriere ai confini non risolverà la crisi dei profughi in Europa”

    © AP Photo/ Gyorgy Varga/MTI
    Politica
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    La costruzione di barriere temporanee all'interno dei confini dell'Unione Europea rallenta solo l'afflusso migratorio, ma non lo fermerà, ha detto l'ambasciatore dell'Ungheria in Russia Janos Balla.

    L'Ungheria non crede che la costruzione di barriere temporanee e muri all'interno dei confini della UE risolva il problema dei profughi in Europa, dal momento che il processo migratorio viene solo rallentato e non fermato, ha detto l'ambasciatore dell'Ungheria in Russia Janos Balla.

    "Dal nostro punto di vista, riteniamo che dovremmo rafforzare i nostri confini, le frontiere dell'Ungheria coincidono con il confine dello spazio Schengen. La nostra tesi è che uno Stato senza confini non è uno Stato, ma siamo consapevoli che costruire barriere temporanee non rappresenti una soluzione definitiva, ma può solo rallentare il processo di migrazione," — ha detto l'ambasciatore in un incontro con il presidente della commissione Esteri del Consiglio della Federazione (camera alta del Parlamento russo) Konstantin Kosachev.

    Secondo il diplomatico, Budapest ritiene che i Paesi dell'Unione Europea che per la loro posizione geografica sono più vicini agli Stati da cui proviene l'afflusso migratorio principale "devono intraprendere politiche per aiutare la Turchia, la Giordania e gli altri Paesi del Medio Oriente."

    A seguito del flusso incontrollato di profughi verso la UE, l'Ungheria ha eretto una barriera per evitare che i migranti entrassero dal confine con la Serbia. Dopodichè aveva iniziato a costruire ulteriori barriere nei confini con la Slovenia e la Croazia. A metà settembre in Ungheria è entrata in vigore una nuova normativa in materia di immigrazione che inasprisce le pene per i clandestini e introduce reati ad hoc per il danneggiamento delle recinzioni al confine.

     

    Secondo gli ultimi dati dell'agenzia sulle frontiere della UE "Frontex", alla fine di settembre in Europa sono arrivati circa 630mila migranti. La Commissione Europea dichiara che la crisi migratoria attuale è la più grande nel mondo dopo la Seconda Guerra Mondiale.

    Tags:
    migranti, profughi, Crisi dei migranti, Unione Europea, Konstantin Kosachev, Janos Balla, UE, Ungheria
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