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    Durante la visita  a Washington Matteo Renzi ha espresso una grandeur che non abbiamo

    Renzi: Bruxelles non è un maestro che ci dice cosa fare

    © AP Photo/ Ivan Sekretarev
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    Il presidente del Consiglio italiano all'attacco dei burocrati UE: se bocciano la nostra legge di Stabilità, la ripresenteremo tale e quale.

    Nel giorno della presentazione alla stampa della manovra finanziaria appena varata dal Consiglio dei ministri, il premier italiano Matteo Renzi decide di attaccare "preventivamente" Bruxelles, che in queste settimane ha più volte fatto arrivare a Roma le sue perplessità su alcune scelte fatte dal governo, particolarmente sul tema delle tasse sulla casa.

    "Se Bruxelles boccia la legge di stabilità noi gliela restituiamo tale e quale".

    Così Renzi all'indomani del varo della manovra da 27 miliardi, di cui la stampa italiana aveva dato ampie anticipazioni nelle ultime ore e che, come previsto, include l'eliminazione dell'Imu.

    Ed il premier ha voluto usare toni ancora più duri quando, ai microfoni di Radio24, ha aggiunto che "Bruxelles non è un maestro che ci dice cosa fare".

    Il senso di queste parole è rintracciabile nella convinzione, più volte espressa da Renzi, del fatto che l'Italia sia l'unico Stato membro che sta rispettando la regola del 3% ed il fiscal compact, ma l'idea che implicitamente contengono questi messaggi è quella di forzare la mano in attesa che l'UE si pronunci ufficialmente su quella flessibilità che l'Italia ha richiesto in queste settimane a gran voce, in considerazione degli sforzi che dovrà affrontare per l'emergenza migranti.

    E anche la tempistica di questo intervento del premier italiano non è casuale. Da oggi inizia infatti l'esame da parte della Commissione Europea della legge di Stabilità varata ieri in Cdm. E proprio ieri, in uno scontro dialettico a distanza, era stato proprio il vicepresidente della Commissione, nonché responsabile per l'euro ad ammonire l'Italia.

    "L'abolizione della Tasi non è in linea con il nostro consiglio generale di ridurre la tassazione sul lavoro portandola a consumi, proprietà, capitali, altre basi che vanno meno a detrimento della crescita, quindi — ha affermato Valdis Dombrovskis — dobbiamo discutere con le autorità italiane le ragioni di questo cambio di politiche fiscali".

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    tassazione, IMU, TASI, tasse, legge di stabilità, riforme, Commissione Europea, Consiglio di Ministri, Valdis Dombrovskis, Matteo Renzi, UE, Bruxelles, Italia
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