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    L'inefficacia della lotta USA contro ISIS porta l'Iraq nell'orbita della Russia

    © AP Photo/ The website of Islamic State militants
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    L'incapacità degli Stati Uniti di distruggere lo "Stato Islamico" in Iraq sta creando confusione, scrivono i giornali americani “Foreign Affairs” e il “New York Times”. Deluso dalla mancanza di serietà di Washington, l'Iraq conta di cooperare con la Russia.

    Delusa dall'inefficacia dell'operazione americana contro ISIS, l'Iraq comincia a considerare la Russia come un partner chiave nella lotta contro i terroristi, scrive "Foreign Affairs".

    L'esercito iracheno ha annunciato la creazione di un centro per lo scambio di informazioni di intelligence con l'Iran, la Russia e la Siria. Il premier iracheno Haider al-Abadi ha fatto sapere di essere favorevole all'idea di raid aerei russi in Iraq. L'influente ayatollah Ali al Sistani ha chiesto di ampliare l'operazione internazionale contro ISIS, dando di fatto il suo placet all'intervento russo.

    La rivista fa notare che l'Iraq preferisce sempre più relazionarsi con la Russia piuttosto che con gli Stati Uniti. Una fonte del ministero degli Esteri iracheno in un'intervista con la rivista ha ammesso che gli Stati Uniti richiedono troppe condizioni per la consegna di armi.

    Il ministro della Difesa iracheno Khalid al-Obeidi, durante la sua visita a Mosca all'inizio dell'anno aveva detto che "le armi russe si sono dimostrate sul campo migliori", mentre gli USA non offrono nulla di simile.

    Gode del pieno sostegno tra gli sciiti iracheni l'operazione militare aerea della Russia in Siria. In Iraq l'influente movimento sciita "Al Badr" ha dichiarato che sarebbero "molto graditi e utili" i raid aerei russi in Iraq e sostiene pienamente il ruolo crescente della Russia nella regione, in quanto gli Stati Uniti non combattono seriamente ISIS.

    "Alla gente comune importa solo come cacciare dal Paese il Daesh. (nome arabo di ISIS). Ora ritengono che la Russia agisca più seriamente di quanto facciano gli Stati Uniti," — ha detto il deputato del Parlamento iracheno Ibrahim Bahr al-Ulum al "New York Times".

    Ricordando la rapidità e l'efficacia dell'operazione di Washington contro Saddam Hussein, gli iracheni restano ora perplessi dall'inspiegabile lentezza della lotta contro ISIS, scrive il NYT.

    "Gli americani hanno la tecnologia per trovare l'acqua su Marte. Allora perché non riescono a sconfiggere ISIS?" — si chiede il professor dell'Università di Kufa Ahmed Naji.

    Tags:
    Geopolitica, Terrorismo, Raid contro "Stato islamico", raid della Russia in Siria, ISIS, premier Haider al Abadi, Khalid al-Obeidi, Siria, USA, Iraq
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