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    Base di ISIS distrutta dai raid russi in Siria.

    La Russia ha le risorse per annientare ISIS e portare la pace in Medio Oriente

    © REUTERS/ Khalil Ashawi
    Politica
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    La Russia ha risorse politiche e militari sufficienti per combattere lo Stato Islamico. Se l'ISIS verrà completamente distrutto, verrà ristabilita la pace in Medio Oriente, è convinto il politologo Andrey Sushentsov.

    Con le sue azioni in Siria la Russia ha colto di sorpresa i combattenti dello "Stato Islamico" (ISIS), le agenzie di intelligence occidentali e gli analisti, mostrandosi come un perfetto stratega capace di stravolgere la situazione "con il minimo sforzo e il massimo mascheramento," ritiene Andrey Sushentsov, professore associato di Analisi Applicata alle Ricerche Internazionali dell'università di Mosca e direttore del programma del club "Valdai".

    Il conflitto in Siria e lotta contro ISIS sono praticamente una questione di sicurezza nazionale della Russia.

    Il rafforzamento dello Stato Islamico in Siria e in Iraq ha suscitato preoccupazioni alla Russia relativamente alla propria sicurezza, dal momento che dalla parte dei jihadisti combattono uomini originari del Caucaso settentrionale e dell'Asia centrale: nel giro di 5 anni nella Federazione Russa sarebbe potuto entrare un folto gruppo di terroristi ben addestrati. Da un punto di vista strategico i tentativi di sconfiggere gli estremisti in Medio Oriente sono molto più redditizi rispetto alla lotta all'interno del proprio territorio, scrive il politologo.

    La Russia ha a disposizione 2 strategie di azione in Siria.

    La prima è limitata nel tempo e richiede il minimo sfruttamento delle risorse (umane, militari e finanziarie). Nell'ambito di questa strategia la Russia deve eliminare l'intera infrastruttura di ISIS senza distruggere completamente il gruppo. Tuttavia c'è il rischio che i terroristi possano in futuro riprendersi e riorganizzarsi.

    La Russia è inoltre interessata al fatto che in Siria resti un governo amico. In questo modo Mosca potrebbe espandere la sua presenza navale nel Mediterraneo, così come assicurarsi la cooperazione nel gas con la Siria, Cipro e Israele.

    L'altra strategia è più difficile da implementare ed ha obiettivi più ambiziosi. Con il sostegno di Siria, Iran e Iraq, la Russia potrebbe sradicare completamente ISIS, nonché per evitare l'infiltrazione di terroristi nel suo territorio. Se ISIS verrà completamente distrutta, si otterrà "un risultato incredibile", che contribuirà a ripristinare i confini tradizionali della Siria e dell'Iraq, rendendoli in futuro insieme all'Iran fedeli alleati di Mosca. In questi Paesi la vita tornerà alla normalità, e la crisi migratoria dell'Unione Europea sarà risolta.

    Secondo Andrey Sushentsov, nella realizzazione di questo piano la Russia corre alcuni rischi. In particolare Mosca rischia di rovinare i rapporti con la Turchia, interessata a spodestare il presidente siriano Bashar Assad. La situazione attuale in Siria potrebbe pregiudicare la costruzione del gasdotto strategico "Turkish Stream." Un altro grave rischio consiste nel fatto che la Russia potrebbe essere coinvolta nel conflitto tra sciiti e sunniti.

    Tags:
    Terrorismo, Geopolitica, Energia, Pace, Economia, Difesa, Diplomazia Internazionale, Sicurezza, raid della Russia in Siria, ISIS, Medio Oriente, Israele, Siria
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