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    Il presidente russo Vladimir Putin

    "Assad combatte il terrorismo, nell'ISIS guerriglieri supportati dagli USA"

    © Sputnik. Alexei Druzhinin
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    Alla vigilia della sua partecipazione alla 70esima sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente Vladimir Putin ha rilasciato un'intervista al giornalista americano Charlie Rose per i canali televisivi CBS e PBS.

    — Interverrà alle Nazioni Unite con un discorso che è fortemente atteso. Parlerà alle Nazioni Unite per la prima volta dopo molti anni. Che dirà all'ONU, all'America e a tutto il mondo?

    — Dal momento che la nostra intervista avviene prima del mio discorso, penso che sarebbe inopportuno raccontare tutto quello che dirò. Ma in termini generali, naturalmente, ricorderò la storia delle Nazioni Unite, già ora posso dire che la decisione di istituire le Nazioni Unite è stata presa proprio nel nostro Paese, in Unione Sovietica durante la Conferenza di Yalta. L'Unione Sovietica, la Russia in quanto successore legale dell'Unione Sovietica, è un Paese fondatore delle Nazioni Unite e membro permanente del Consiglio di Sicurezza.

    Vladimir Putin intervistato dalla CBS
    CBSNews
    Vladimir Putin intervistato dalla CBS

    Certo, occorrerà parlare del presente, su come oggi si articoli la vita internazionale e su come le Nazioni Unite rappresentino oggi l'unica organizzazione internazionale universale con lo scopo di mantenere la pace nel mondo. In questo senso oggi non ci sono alternative.

    È anche chiaro che le Nazioni Unite devono adattarsi al mondo che cambia, lo discutiamo costantemente: come deve cambiare e con quali ritmi deve cambiare in qualità.

    Sicuramente serve dire, anche se non c'è ne bisogno, che occorrerà approfittare di questa vetrina internazionale per dare la visione russa delle relazioni internazionali di oggi, del futuro di questa organizzazione e della comunità internazionale.

    — Ci aspettiamo che parlerà della minaccia dello "Stato Islamico" e della vostra presenza in Siria, perché proprio la vostra presenza è relazionata con questo. Qual è il vostro obiettivo della presenza in Siria e come si rapporta con la lotta contro l'ISIS?

    — Penso e non ho dubbi sul fatto che quasi tutti gli interventi delle Nazioni Unite riguarderanno il problema della lotta al terrorismo e la necessità di combatterlo, perciò anch'io non andrò fuori da questo tema. È una cosa naturale, perché rappresenta una grave minaccia comune per tutti noi, è una sfida per tutti noi. Oggi il terrorismo è una minaccia per molti Paesi del mondo, dei suoi atti criminali soffre molta gente: centinaia di migliaia, milioni di persone. Un compito sta innanzi a tutti noi: unire gli sforzi nella lotta contro questo male comune.

    Per quanto riguarda la nostra presenza in Siria, come ha detto lei, si manifesta oggi nelle consegne di armi al governo siriano, nell'addestramento e nell'assistenza umanitaria al popolo siriano.

    Ci atteniamo alla Carta delle Nazioni Unite, cioè ai principi fondamentali del diritto internazionale moderno, secondo cui qualsiasi tipo di assistenza, compresi gli aiuti militari, può e deve essere fornita solo al governo legittimo di un Paese, o con il loro consenso o tramite una loro richiesta o per decisione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

    In questo caso abbiamo a che fare con la richiesta del governo siriano di ricevere assistenza militare e forniture d'armi, lo facciamo assolutamente nell'ambito di contratti internazionali legittimi.

    — Il Segretario di Stato John Kerry ha detto di accogliere con favore il vostro sostegno nella lotta contro ISIS. Altri credono che si tratti di aerei e lanciamissili, che vengono utilizzati contro un esercito convenzionale e non contro gli estremisti.

    — In Siria c'è solo un esercito regolare legittimo. È l'esercito del presidente siriano Bashar Assad. Gli resiste l'opposizione, in base alle interpretazioni di alcuni dei nostri partner internazionali. Ma di fatto, nella vita reale, l'esercito di Assad combatte contro le organizzazioni terroristiche. Sa meglio di me le audizioni che si sono appena svolte nel Senato degli Stati Uniti, dove dei militari, rappresentanti del Pentagono, se non mi sbaglio, hanno riferito ai senatori quello che è stato fatto dagli USA per l'addestramento delle forze dell'opposizione armata. Inizialmente era stato fissato l'obbiettivo di addestrare 5-6mila combattenti, poi 12mila. I risultati hanno mostrato che sono stati addestrati in 60, con le armi in mano combattono solo 4 o 5 uomini, mentre tutti gli altri con le armi americane sono passati dalla parte di ISIS. Questa è la prima cosa.

    Un frammento dell'intervista di Putin alla CBS
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    Un frammento dell'intervista di Putin alla CBS

    In secondo luogo, a mio parere, fornire appoggio militare a strutture illegittime non soddisfa i principi del diritto internazionale moderno e della Carta delle Nazioni Unite. Noi  sosteniamo solo le strutture governative legittime.

    Per questo proponiamo la cooperazione con i Paesi della regione, stiamo cercando di creare una sorta di struttura di coordinamento. Ho personalmente informato il presidente della Turchia e i sovrani di Giordania e Arabia Saudita. Abbiamo informato gli Stati Uniti e Kerry, che lei ha citato, ha avuto una discussione approfondita su questo tema con il nostro ministro degli Esteri Lavrov, inoltre anche i nostri militari sono in contatto tra di loro per discutere questo argomento. Saremo felici se troveremo un terreno comune per un'azione condivisa contro il terrorismo.

    Questa è la prima parte dell'intervista che il presidente russo Vladimir Putin ha rilasciato alla tv america CBS. Leggete la continuazione sul sito di Sputnik Italia nelle prossime ore.

     

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    Combattenti, la Carta delle Nazioni Unite, ISIS in Siria, crisi in Siria, Senato degli USA, Consiglio di Sicurezza ONU, ONU, ISIS, Bashar al-Assad, Vladimir Putin, Siria, USA, Russia
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