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    Crisi dei profughi in Europa può spianare la strada al dialogo tra la Russia e Bruxelles

    © REUTERS/ Dimitris Michalakis
    Politica
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    In Europa mostrare pubblicamente la propria religiosità è censurabile. Si pensa invece al contrario a riguardo del matrimonio gay. Non è chiaro come spiegarlo a tutti i migranti. In Europa sempre più persone comprendono che l'epoca del "multiculturalismo" è ormai finita. Occorre cercare nuove soluzioni.

    Agli europei i profughi aprono gli occhi sulla Russia. Incredibile ma vero. Mentre l'idea del multiculturalismo sviluppata con tanta cura da Bruxelles sta crollando sotto i nostri occhi, nuove forze politiche possono prendere il timone e condurre la "nave Europa" verso le coste russe. La nuova "grande migrazione dei popoli" in corso nel Vecchio Mondo porta generalmente, è logico, ad un forte aumento della popolarità dei partiti tradizionalisti e conservatori. Tuttavia se in Francia la popolarità del "Fronte Nazionale" è comprensibile e prevedibile, il successo dei "Democratici Svedesi", intransigenti oppositori dell'afflusso massiccio dei migranti, lascia di stucco. Eppure sembrava sin da sempre che la Svezia fosse tollerante. Tuttavia i discorsi dei "Democratici Svedesi" hanno riscosso popolarità tra molti elettori: secondo un recente sondaggio più del 20% degli svedesi è pronto a votare per questo partito. In Ungheria il partito "Jobbik", che ha più o meno la stessa posizione in materia di immigrazione, negli ultimi 6 mesi ha guadagnato il 13% tra gli elettori.

    Questa situazione può essere inaspettatamente vantaggiosa per Mosca.

    Secondo molti partiti politici in Europa, la Russia ha una politica molto raffinata in materia di armonia interetnica e nell'ambito socio-culturale nel suo complesso.

    Bruxelles potrebbe imparare da Mosca. Uno qualsiasi dei funzionari europei si è posto la domanda: come la crisi migratoria attuale cambierà l'identità etnica, culturale, religiosa e la struttura sociale dell'Europa? Di quell'Europa che combatte strenuamente contro i simboli religiosi e per il matrimonio omosessuale? Difficilmente. Lo capiscono i politici di molti Paesi del Vecchio Mondo.

    Pertanto dicono: "la Russia è il nuovo faro della civiltà e delle altre nazioni europee."

    Secondo Gabor Vona, leader del partito ungherese "Jobbik", "la Russia è la migliore in Europa" perché "protegge le tradizioni e la cultura senza seguire la cultura del denaro e delle masse."

    Tali dichiarazioni possono ascoltarsi anche nei partiti di sinistra, come il greco "Syriza".

    Molti in Europa non nascondono la propria ammirazione per la ferma posizione della Russia di fronte alla prepotenza degli Stati Uniti e chiedono ai loro leader di fare lo stesso. Persino nei media polacchi, sempre molto duri nei riguardi della Russia, sono apparsi articoli in cui si sostiene che gli europei si salveranno in Russia, intesa come ultima oasi di identità nazionale. Si scopre che il fallimento della politica del multiculturalismo ha formato enorme vuoto in Europa: il vecchio modello è crollato e manca uno nuovo.

    Quindi se le nuove forze politiche, libere dalla catene d'oltreoceano, inizieranno davvero ad influenzare il corso dell'Europa, sicuramente si cercherà di trovare un linguaggio comune con la Russia. Questa opzione sta acquisendo sempre più forza.

    La storia è ricca di colpi di scena incredibili: la crisi migratoria europea potrebbe cambiare radicalmente la politica di Bruxelles e spianare la strada per il potere a nuove forze politiche.

    L'Europa avrà un modo per dialogare con Mosca.

    Tags:
    Religione, Diritti Umani, Geopolitica, Politica Internazionale, Società, Crisi dei migranti, Unione Europea, Europa, Russia
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