15:00 21 Novembre 2017
Roma+ 15°C
Mosca+ 0°C
    Il futuro di Donbass rimane ancora un’incognita. Tutti vogliono la pace.

    Donetsk tra guerra e pace

    © Foto: Eliseo Bertolasi
    Politica
    URL abbreviato
    Tatiana Santi
    0 991162

    Del conflitto nell’Ucraina sudorientale, che ha già fatto più di 8.000 vittime si parla ben poco nei media occidentali.

    Sembra che questa terra martoriata chiamata Donbass non esista proprio, eppure anche lì ci sono degli esseri umani e la vita continua. È passato un anno dalla firma dei primi accordi di Minsk, ma sembra che esistano due realtà: quella degli accordi e della grande politica e quella della gente che la guerra l'ha vissuta e la vive, ed è stanca.

    I volontari a Donetsk
    © Sputnik. Valeriy Melnikov
    Anche se in diverse cittadine del Donbass continuano gli scontri armati, a Donetsk sembra che duri la tregua, anche se la vita ha preso tutta un'altra piega: dall'amministrazione della città, ora sotto l'autoproclamata Repubblica di Donetsk fino alla valuta utilizzata, il rublo.

    Per avere una testimonianza diretta sul campo, Sputnik Italia ha raggiunto il corrispondente Eliseo Bertolasi, che ha fotografato così la situazione a Donetsk, una città tra guerra e pace.

    — Com'è la situazione a Donetsk? La città è tornata al suo solito ritmo?

    — La situazione, solo rispetto a qualche mese fa è decisamente migliorata, è molto simile a quella di Donetsk prima della guerra, ci sono stato un paio di volte tre anni fa. Posso fare questo confronto.

    Molti di coloro che l'anno scorso lasciarono la città per rifugiarsi in Russia o presso parenti in Ucraina ora stanno tornando. Siamo lontani dal Donetsk semideserto con tutto chiuso che ricordo benissimo! Ora per strada circolano tante auto, si vede camminare tanta gente. Balza all'occhio però un dettaglio. In giro molti uomini indossano la mimetica militare, potrei dire con un età che approssimativamente va dai venti a cinquant'anni o anche oltre. Questo è sicuramente un dettaglio che ci riporta alla dura realtà, nel senso che c'è comunque una guerra ancora in atto, una guerra non ancora risolta. Di notte vige ancora il coprifuoco.   

    — Che cosa dice la gente?

    — Alla mia domanda "com'è la situazione?", stanchi della guerra tutti mi rispondono "seichas tikho, slava Bogu!"(Ora c'è calma, c'è silenzio grazie a Dio). Silenzio nel senso che finalmente non si sentono i continui bombardamenti che da oltre un anno, fino a qualche settimana fa, scandivano l'angosciante "normalità" di guerra della città. Ricordo molto bene il silenzio notturno rotto continuamente dal cupo fragore, più o meno lontano, dei bombardamenti. La pace è un valore inestimabile! Chi ha vissuto la guerra ne apprezza poi pienamente il valore.

    — Le case e le infrastrutture distrutte vengono ristrutturate da qualcuno, se sì, da chi?

    — Si! si vede! Ristrutturate dagli stessi privati o dalle amministrazioni statali. La città, soprattutto i quartieri centrali, quelli meno colpiti dai bombardamenti, sono in ordine, pulitissimi. L'amministrazione comunale è addirittura tornata a curare i fiori nelle aiuole che fiancheggiano i larghi boulevard centrali, o che circondano i parchi. Qui le persone passeggiano tranquillamente, si fermano nei vari caffè, le mamme portano i loro bambini a giocare nei numerosi parchi giochi. 

    — La gente riceve stipendi e pensioni?

    — Si certo! Anche stipendi e pensioni vengono ormai gestiti dall'amministrazione della Repubblica Popolare di Donetsk. Come valuta viene utilizzato il rublo. Il rublo russo, in pratica, ha quasi totalmente sostituito la grivna ucraina. Negozi, bar, ristoranti, mezzi di trasporto urbani… mentre prima esponevano il listino prezzi nelle due valute ora espongono solo in rubli. È molto più semplice per chi deve gestire i contanti, anche gli spiccioli, tutto viene calcolato in rubli. Prima, invece, bisognava continuamente fare operazioni di conversione nelle due direzioni. Era veramente molto complicato. La grivna gira ancora ma in maniera occasionale ed estremamente ridotta, fino al suo esaurimento. Ad esempio per pagare i crediti delle varie sim telefoniche in uso, che sono ancora ucraine, si dovrebbe ancora usare la grivna, in effetti, le apparecchiature in strada per la ricarica telefonica non sono ancora abilitate al rublo, in questo caso pagando in rubli nei rispettivi uffici telefonici i vari operatori applicano una commissione piuttosto alta. La sensazione è che presto il rublo sarà la sola valuta circolante.

    La città, soprattutto i quartieri centrali, quelli meno colpiti dai bombardamenti, sono in ordine, pulitissimi.
    © Foto: Eliseo Bertolasi
    La città, soprattutto i quartieri centrali, quelli meno colpiti dai bombardamenti, sono in ordine, pulitissimi.

    — Cosa si aspetta la gente dal futuro?

    — Il futuro rimane ancora un'incognita. Tutti vogliono la pace. Nessuno però dimentica che a soli 10 — 15 km verso nord e verso ovest della città, c'è ancora il fronte. Da ambo le parti ci sono degli uomini armati sulle rispettive posizioni e fortificazioni. La questione militare rimane aperta. Nonostante ciò l'orientamento generale è che indietro non si tornerà, un'inversione di rotta con una reintegrazione nell'Ucraina come se nulla fosse mai successo, secondo un'opinione diffusa e con molto realismo, appare piuttosto improbabile. L'autoproclamatasi Repubblica Popolare di Donetsk sempre più orientata verso la Russia, sembra aver tagliato i ponti col suo passato ucraino.

    Correlati:

    Un giornata con i volontari di Donetsk
    Donetsk, osservatori Osce invitati ad elezioni politiche di ottobre
    Tags:
    Accordi di Minsk, tregua, Eliseo Bertolasi, Repubblica popolare di Donetsk
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik