06:10 10 Dicembre 2019
Jeremy Corbyn

Arriva Сorbyn, “il blairismo è morto senza rimpianti”

© AP Photo / Kirsty Wigglesworth
Politica
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"La speranza di cambiamento e le grandi idee – secondo il neo leader sessantaseienne - sono di nuovo al centro della politica: la fine dell'austerità, la lotta alle disuguaglianze, l'impegno per la pace e la giustizia sociale in patria e all'estero”.

Jeremy Corbin è stato eletto alle primarie del partito del Labour britannico sabato scorso con il 59,5% delle preferenze dei 422.664 elettori, superando i tre antagonisti, Andy Burnham, Yvette Cooper e Liz Kendall.

In nome di tale successo, in meno di 24 ore, il Labour di Jeremy Corbyn ha accolto più di 15mila nuovi iscritti, che raggiungono ora la soglia dei 325mila.

Il nuovo leader del Partito laborista britannico, Jeremy Corbyn, illustra il suo programma in due articoli pubblicati oggi su The Observer, settimanale del quotidiano The Guardian, e sul tabloid Mirror.

Nel primo esordisce annunciando che "l'elezione per la leadership del Labour è stata una straordinaria dimostrazione di democrazia e partecipazione pubblica" e che "ha mostrato che milioni di persone vogliono una vera alternativa politica", avulsa dai personalismi. "La speranza di cambiamento e le grandi idee — secondo il neo leader sessantaseienne — sono di nuovo al centro della politica: la fine dell'austerità, la lotta alle disuguaglianze, l'impegno per la pace e la giustizia sociale in patria e all'estero".

Così sintetizza le priorità del nuovo Labour:

"Tutti aspirano a una casa dai prezzi accessibili, a un lavoro sicuro, a migliori standard di vita, a un'assistenza sanitaria affidabile e a una pensione decente. La mia generazione ha dato queste cose per scontate e così dovrebbero fare le prossime generazioni".

Corbyn ha incluso nella sua piattaforma un 'Quantitave Easing per le persone'.

"Il 'riequilibrio' economico che vorrei, spiega, si riferisce a quello della finanza nei riguardi dei settori sostenibili e ad alta crescita del futuro. Com'è che possiamo fare? Una possibilità sarebbe quella di conferire alla Banca d'Inghilterra un nuovo mandato, quello di migliorare la nostra economia investendo massicciamente in nuove abitazioni, nell'energia, nei trasporti e nei progetti digitali. Un Quantitative Easing per le persone, quindi, invece che per le banche".

E' la corbynomics: il denaro così creato dalla Bank of England non andrebbe girato al sistema bancario commerciale (come avviene con gli odierni piani di alleggerimento quantitativo) bensì direttamente ai cittadini. L'obiettivo della corbynomics è di finanziare progetti pubblici che diano lavoro e che portino il Paese alla piena occupazione.

Corbyn inoltre attacca il Partito conservatore, che sta cercando di riformare il diritto di sciopero "rendendo più difficile per i lavoratori ottenere un equo contratto", e sta tagliando i crediti di imposta, "vitali" per molte famiglie; a suo parere il deficit è "solo un pretesto" per il solito programma Tory di compressione dei salari, riduzione delle tasse per i più ricchi, impennata dei prezzi immobiliari e svendita degli asset pubblici.

Non di minore importanza il programma di politica estera. Corbyn sostiene che il Labour deve battersi "per la pace e il disarmo" e ritiene che i bombardamenti in Siria aggraverebbero l'emergenza rifugiati.

E così, dopo le news entries della politica europea, M5S, Syriza e Podemos, anche la Gran Bretagna rompe gli ormeggi e gli antichi schemi.

Immediata su Twitter l'allarmata dichiarazione di David Cameron. Secondo il primo ministro britannico, l'elezione di Corbyn a capo del partito laburista rappresenta una "minaccia" per "la sicurezza nazionale" del Regno Unito. Corbyn per il Pd italiano "è una sciagura".

Secondo il partito di maggioranza in Italia, i Labour sono ora "condannati alla sconfitta". Anna Ascani, la giovane deputata un tempo lettiana descritta nelle ultime settimane come pupilla di Renzi (con lei il premier è andato a Cernobbio), posta un articolo della Stampa e twitta: "I Labour con Corbyn preferiscono al progressismo la difesa a oltranza di identità del passato. È la nuova sinistra?"

D'altra parte, Len McCluskey, segretario generale di Unite the Union, il più grande sindacato britannico, con 1.420.000 tesserati, scrive sul Guardian:

"La campagna Corbyn è stata un'oasi nel deserto della politica neoliberale, e questo è il motivo per cui le classi dirigenti, compresa la classe dirigente del partito laburista, sono state così tanto aggressivi nel condurre i loro attacchi. Ma soprattutto, le decine di migliaia che accorrono per impegnarsi con il partito laburista sono preoccupati per il futuro. Il messaggio di Corbyn — di un genere che non hanno mai sentito da un politico di prima linea nella loro vita — parla alle loro speranze e aspirazioni".

Rispondendo a chi teme un ritorno alla politica marxista, il sindacalista sottolinea che

"i tempi che qui si ricordano con un brivido sono invece ben più recenti: la guerra in Iraq alla quale Blair ci ha trascinato, e contro la quale molti di loro hanno marciato mentre erano ancora a scuola; e il crollo economico del 2008 causato da banchieri e istituzioni della City ai quali il New Labour ha così incoscientemente tenuto il sacco".

"Una cosa è fuor di dubbio, aggiunge McCluskey, il blairismo è morto senza rimpianti".

Intanto, il neo leader del Labour, Jeremy Corbyn, ha nominato i posti chiave del suo gabinetto ombra, porgendo immediatamente un ramoscello d'ulivo al suo più agguerrito rivale durante la corsa delle primarie: la poltrona degli Interni infatti è andata ad Andy Burnham (19% alle primarie). John McDonnell, responsabile della campagna di Corbyn, sarà il vice-premier e titolare dell'Economia e Finanze, mentre Hilary Benn diventerà ministro degli Esteri ombra. Il quartetto di vertice di soli uomini — come sottolinea molta stampa britannica — sarà seguito da Angela Eagle, ministra per gli Affari economici e anche Primo segretario di stato (sarà quindi lei a sostituire Corbyn nei Question Time a Cameron) e da Seema Malhotra al Tesoro. L'ex ministro Lord Falconer of Thoroton avrà la responsabilità della Giustizia mentre Heidi Alexander quella della Sanità. Per la Difesa era stato fatto il nome di Gloria De Piero, di origine italiana, ma ancora non è stato confermato. 

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Quantitative Easing, elezioni politiche, Elezioni, Partito Conservatore, Labour - Partito Laburista Uk, David Cameron, Jeremy Corbyn, Gran Bretagna
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