22:16 15 Agosto 2018
Le forniture di armi letali in Ucraina secondo molti darebbe il via alla Terza Guerra Mondiale.

Ucraina, 24 anni di indipendenza senza certezza del futuro

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Politica
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Il presidente Poroshenko oggi si reca a Berlino per incontrare Angela Merkel e François Hollande.

Oggi l'Ucraina sta celebrando il 24° della sua indipendenza, ma per Kiev è una festa tra le sfide globali: sul paese incombe il default, non ci sono soldi per comprare gas per l'inverno, nel Donbass continua il conflitto.

Piazza Maidan a Kiev, Ucraina
© Sputnik . Vitaly Belousov
Piazza Maidan a Kiev, Ucraina

Dopo la disintegrazione dell'Unione Sovietica, l'Ucraina ha cominciato la sua nuova storia senza debiti — tutti gli obblighi erano passati alla Russia, eppure è rimasta impantanata nelle lotte politiche, vanificando il suo notevole potenziale di crescita.

L'Ucraina è diventata indipendente il 24 agosto 1991 essendo una delle repubbliche più ricche della ex-Unione Sovietica.  Tuttavia, in 24 anni trascorsi da allora, il paese è rotolato giù, diventando uno dei più poveri d'Europa. Nel periodo tra il 1991 e il 2015 la popolazione dell'Ucraina è diminuita da 52 a 42,6 miloni di persone (considerando la perdita della Crimea).

Il primo presidente dell'Ucraina indipendente fu Leonid Kravchuk (1991-1994). Con lui sui rapporti tra Kiev e Mosca pesavano il conflitto attorno alla spartizione della Flotta del mar Nero e la sua politica nei confronti della Crimea, che voleva riunificarsi con la Russia. Con Kravchuk anche l'economia ucraina andò in crisi a causa della rottura dei tradizionali legami con la Russia, alla quale, nel 1991, toccava il 45% delle esportazioni e il 65% delle importazioni dell'Ucraina.

Alle elezioni anticipate del 1994 Kravhuk ha perso al direttore dello stabilimento "Yuzhmash", dove si costruivano i missli, Leonid Kuchma (1994-2004). Con Kuchma il paese ha cominciato una politica multivettoriale, cercando di sviluppare rapporti sia con l'Occidente che con la Russia. L'economia del paese ha cominciato a crescere, Kiev ha lanciato la propria moneta — la Grivnia.

Sulla scia della "rivoluzione arancione" è diventato presidente del paese l'ex capo della Banca nazionale Viktor Yuschenko, che ha voluto allinearsi con l'Occidente, in primo luogo, con gli Stati Uniti. I rapporti con la Russia hanno subito un brusco rallentamento. Cominciavano così le "guerre" commerciali. Nel 2009 la crisi del gas ha messo in pericolo l'approvvigionamento del paese e il transito di metano verso i paesi UE. Con Yuschenko, sempre nel 2009, il PIL del paese è calato del 15%, la moneta ucraina ha perso la metà del suo valore, il debito estero ha cominciato a crescere rapidamente.

Yuschenko ha perso le elezioni. È diventato presidente l'ex direttore delle miniere del Donbass Viktor Yanukovich (2010-2013), fino a quando in febbraio 2014 è stato operato un colpo di stato. Yanukovich è stato destituito, la Rada suprema ha emendato la Costituzione e ha indetto elezioni anticipate, che sono state vinte da Petr Poroshenko. Il cambio di governo ha messo in crisi lo Stato ucraino. Questa crisi ha compromesso l'integrità territoriale del paese: in Crimea è stato svolto un referendum e la penisola è diventata parte della Russia, nel Donbass è scoppiato un conflitto con coloro che non accettavano il nuovo governo di Kiev. L'economia intanto è crollata.

Ucraina chiede a Gazprom un anticipo
© Sputnik . Vitaly Podvitsky
Ucraina chiede a Gazprom un anticipo

Nel 2014 il PIL dell'Ucraina è diminuito del 6,8% rispetto all'anno precedente, il tasso d'inflazione ha raggiunto il 25%, la grivnia ucraina è stata svalutata di 2 volte, il debito del paese è cresciuto fino a 72 miliardi di dollari, raggiungendo un livello critico — circa il 70% del PIL. Adesso Kiev potrebbe sospendere i pagamenti sui debiti privati, cioè, il default tecnico potrebbe avvenire già il 23 settembre, quando l'Ucraina dovrà pagare 500 milioni di dollari per i suoi eurobond.

Anche sul versante del gas ci sono dei problemi. In questo momento nei depositi ucriani sono stoccati circa 13 miliardi di metri cubi, ma servono almeno 19 miliardi. Senza il gas della Russia, che dal 1 luglio non arriva più, sarà difficile risolvere il problema. In settembre è previsto un incontro con la Russia e la Commissione europea, dove Ucraina vuole raggiungere accordo per riaprire le forniture. Ma prima, all'incontro di Vienna con la Commissione europea, che si terrà nei giorni del 28-29 agosto, Kiev deve risolvere un altro problema: trovare 1 miliardo di dollari per comprare gas da mettere nei depositi.

Ma la crisi più importante dell'Ucraina è quella del Donbass. Oggi a Berlino il presidente Poroshenko incontra il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese François Hollande. Il piano di pace, sottoscritto nel mese di febbraio a Minsk dai leader di Germania, Francia, Russia e Ucraina, non funziona, la tensione è fortemente cresciuta.

Le celebrazioni dedicate all'indipendenza dell'Ucraina non saranno fastose. L'evento centrale sarà la sfilata la sfilata dell'esercito, della Guardia nazionale e delle Guardie di frontiera nel centro di Kiev. In serata è previsto un ricevimento a nome del presidente dell'Ucraina. L'ultimo tocco — salve d'artiglieria, che saranno sparate in occasione della ricorrenza.

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Tags:
Petro Poroshenko, Forniture gas, conflitto, Gazprom, UE, USA, Russia
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