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    Bandiera ucraina, crisi Donbass

    Donbass, gioco di logoramento a chi cede prima tra Kiev e filorussi

    © AP Photo/ Evgeniy Maloletka
    Politica
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    I leader dei Paesi del "quartetto della Normandia" senza Vladimir Putin discuteranno domani le condizioni per realizzare gli accordi di Minsk. Negli ultimi 6 mesi le parti non sono ancora a trovare un accordo sullo status del Donbass.

    L'incontro si svolgerà nell'ambito di un'escalation delle tensioni nella parte orientale dell'Ucraina e in un contesto di voci sempre più insistenti sulla ripresa del conflitto armato tra Kiev e gli autonomisti filorussi.

    "Le operazioni militari devono essere sospese e le truppe devono essere ritirate…. In secondo luogo dobbiamo ripristinare le condizioni necessarie per lo svolgimento delle elezioni nel Donbass. Auspico che l'incontro che si svolgerà lunedì ci aiuterà a muoversi in entrambe le direzioni. Speriamo di trovare una soluzione, al massimo entro dicembre," — l'agenzia "Reuters" ha citato le parole del ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, anche lui presente a questo vertice.

    Gli incontri consultivi a livello di esperti del 20 agosto a Berlino sono stati il prologo dei colloqui di domani. In occasione delle riunioni, la delegazione ucraina con la mediazione di Francia e Germania aveva cercato di convincere la Russia che la riforma costituzionale di Kiev, pomo della discordia, corrisponde agli accordi di Minsk.

    A Kiev fanno sapere che nessuno in Ucraina aggiusterà la Costituzione secondo "l'interpretazione russa sbagliata di questi accordi."

    In precedenza sotto la pressione dell'Occidente Kiev aveva trasferito la menzione sulla "procedura straordinaria di amministrazione" in alcune zone del Donbass dalle disposizioni transitorie del disegno di legge sul decentramento alle disposizioni transitorie della Costituzione.

    Poroshenko afferma sempre che né nelle leggi né nella Costituzione, "non ci sono e non ci possono essere riferimenti" ad uno statuto speciale per il Donbass e lo stesso decentramento entrerà in vigore solo dopo il "disarmo dei ribelli", il "ritiro delle truppe russe" e il ripristino del controllo del confine da parte di Kiev.

    Mosca insieme con le autoproclamatesi Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk insiste sul fatto che gli accordi Minsk richiedono l'approvazione della nuova Costituzione che prevede il riconoscimento dello statuto speciale del Donbass, mentre la registrazione delle modifiche nelle disposizioni transitorie della Costituzione non garantisce la loro conservazione per il futuro.

    Forse nel corso dell'incontro di lunedì Kiev spiegherà le difficoltà dell'adozione delle modifiche costituzionali ai partner europei.

    I tedeschi e i francesi devono "salvare" la loro "creatura", ovvero gli accordi di Minsk, altrimenti il formato della Normandia diventa privo di significato. Pertanto Hollande e la Merkel illustreranno a Poroshenko la loro visione della situazione nel Donbass e probabilmente correggeranno la posizione dell'Ucraina, sostiene sulle pagine di "Gazeta.Ru" l'analista politico ucraino e direttore dell'Istituto di Strategia Internazionale Vadim Karasev.

    "Siamo ad un bivio: o congeleranno la situazione o si verificherà un'escalation militare del conflitto. Non credo nella guerra, "Minsk-2" è ambigua a seguito della diversa comprensione delle parti di diversi punti, ma non tragica, alla fine si può passare attraverso l'opzione della Transnistria. In ogni caso "Minsk-2" non verrà sepolta, verrà protratta fino alla prima metà del 2016", — ritiene l'esperto.

    Nonostante le notizie allarmanti dal fronte, le parti non hanno intenzione di correre il rischio di forzare lo scenario militare.

    Gli esperti ritengono che le parti stiano cercando di provocarsi a vicenda per lanciare un'offensiva usandola come merce di scambio nel processo diplomatico.

    Sperano inoltre nel completo collasso economico dell'avversario. E' in corso un gioco di logoramento a chi cede prima.

    Tags:
    François Hollande, Costituzione, Autonomia, Politica, Riforme, Politica Internazionale, Accordi di Minsk, Angela Merkel, Petr Poroshenko, Germania, Repubblica Popolare di Lugansk, Repubblica popolare di Donetsk, Donbass, Francia, Russia
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