21:38 15 Dicembre 2019
Bandiera della Grecia

Il nuovo governo greco non sarà un "regalo" per i creditori

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Politica
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Le dimissioni del governo di Alexis Tsipras non cambieranno i connotati della contrapposizione tra la Grecia e i suoi creditori, ritiene l'analista politico Vladimir Olenchenko.

Nel Paese sono state indette nuove elezioni parlamentari che si svolgeranno il prossimo 20 settembre. Per potervi partecipare, il premier Alexis Tsipras ha annunciato le dimissioni sue e dell'intero governo.

Ora l'opposizione greca ha la possibilità di formare un nuovo esecutivo. Il presidente Prokopis Pavlopoulos ha intenzione di affidare il mandato a Vangelis Meimarakis, leader del partito di centrodestra "Nuova Democrazia". Tuttavia gli esperti ritengono che siano basse le probabilità che il suo partito insieme ad eventuali alleati possa ottenere la maggioranza nell'attuale Parlamento.

Secondo la Costituzione greca, il governo che traghetterà il Paese verso le elezioni legislative anticipate sarà guidato da uno dei tre magistrati della Corte Suprema. Vladimir Olenchenko, analista senior presso il Centro per gli Studi Europei dell'Accademia Russa delle Scienze e politologo, ritiene che in Grecia sia in corso la tipica battaglia politica.

"In Grecia, c'è la classica battaglia politica, al centro della quale c'è la questione delle vie d'uscita dalla crisi del debito. Il Paese non ha altre opzioni, ad eccezione di come ottenere nuovi prestiti per rimborsare parzialmente i debiti precedenti e per sostenere investimenti diretti. In ogni caso relazionarsi con i creditori è inevitabile. Ora c'è un dibattito politico nazionale sui termini su cui negoziare con i creditori presenti e futuri", —. ha detto Vladimir Olenchenko.

L'esperto ritiene che le dimissioni annunciate da Alexis Tsipras siano una mossa logica in questo contesto.

"Penso che Tsipras avesse una duplice motivazione. In primo luogo per rendersi conto quanti lo seguano nel suo partito. In secondo luogo il consolidamento della linea. La sua politica è già delineata. E' la linea del confronto duro con l'Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale, senza tuttavia cercare lo strappo, ma proseguendo i negoziati. Ma tali colloqui devono tener conto degli interessi della Grecia", — ritiene Vladimir Olenchenko.

Secondo lui, in qualsiasi scenario, il nuovo esecutivo non sarà troppo accomodante verso l'Occidente.

"In qualsiasi scenario, la Grecia si concentrerà sulla difesa dei suoi diritti più o meno strenuamente. Se l'opposizione prima temeva ad opporsi all'Eurogruppo e all'Unione Europea, l'esempio Tsipras può essere d'ispirazione. Anche se si formerà un governo sotto la guida di Vangelis Meimarakis, non sarà un "regalo" per i creditori," — ha detto il politologo.

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Politica, elezioni politiche, Elezioni anticipate, Eurogruppo, FMI, Unione Europea, governo, Prokopis Pavlopoulos, Vangelis Meimarakis, Alexis Tsipras, Grecia
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