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15:00 16 Luglio 2019
Parlamento turco

Erdogan spinge la Turchia a elezioni anticipate

© REUTERS / Umit Bektas
Politica
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L'Akp, il partito del presidente Erdogan, potrebbe così guadagnare la maggioranza assoluta senza necessità di un governo di coalizione, proseguendo nella lotta contro l'Isis e il Pkk.

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, non avrebbe intenzione di conferire al partito popolare repubblicano, seconda forza politica del paese, il mandato per formare un nuovo governo, aprendo quindi le porte alle elezioni anticipate.

Lo riferisce il quotidiano turco Hurriyet, secondo il quale il presidente avrebbe fatto questa confidenza durante un pranzo con accademici poco prima che il leader del Partito giustizia e sviluppo, Ahmet Davutoglu, rimettesse il suo incarico dopo aver constatato l'impossibilità di formare un esecutivo. Non sono bastati i colloqui fiume tra il Partito giustizia e sviluppo (Akp) e il Partito popolare repubblicano (Chp) per appianare le tante divergenze tra le due principali formazioni politiche; inutile anche l'incontro di ieri tra l'Akp e il Partito del movimento nazionalista (Mhp) per sbrogliare la situazione.

Davutoglu ha rimesso ieri il mandato per formare il nuovo governo ricevuto lo scorso 9 luglio, più di un mese dopo le elezioni del 7 giugno, che sarebbe scaduto lunedì prossimo, il 24 agosto. Per la prima volta nella storia della Turchia quindi dopo le elezioni non riesce a formarsi alcun governo.

Secondo la stesso Hurriyet, Erdogan preferirebbe un esecutivo a termine di due mesi per portare il paese a nuove elezioni. Teoricamente queste dovrebbero tenersi entro 90 giorni anche se con procedura accelerata. Data l'urgenza della situazione i tempi possono essere dimezzati e permettere lo svolgimento di nuove elezioni entro un mese e mezzo.

Appena una settimana dopo le elezioni dello scorso 7 giugno, Erdogan aveva già espresso l'opinione che le elezioni anticipate sarebbero state inevitabili se il Partito giustizia e sviluppo (Akp) e il Partito popolare repubblicano (Chp) non fossero riusciti a trovare l'intesa per un governo di coalizione. Ma, secondo gli oppositori Erdogan punterebbe a nuove elezioni con l'obiettivo di far ottenere all'Akp la maggioranza assoluta e proseguire le nuove politiche di lotta contro l'Isis con maggiore facilità.

Nelle elezioni dello scorso 7 giugno il Partito giustizia e sviluppo (Akp) si è confermato primo partito ma ha ottenuto solo 258 seggi, 18 in meno rispetto ai 276 necessari per la maggioranza assoluta; da qui la necessità di dar vita ad un governo di coalizione o di maggioranza. Seconda forza in parlamento è il Partito popolare repubblicano (Chp) che il 7 giugno ha ottenuto 132 seggi, mentre le altre due forze presenti in parlamento sono il movimento filo curdo Partito democratico dei popoli (Hdp) e il Partito del movimento nazionalista (Mhp), entrambe con 80 deputati. 

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Tags:
Elezioni, PKK, ISIS, AKP partito, Recep Erdogan, Turchia
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