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    Popolarità della Russia nel Balcani

    Nei Balcani Putin è considerato un modello da seguire, Russia sentita più vicina della UE

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    Politica
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    Nei Balcani Vladimir Putin viene trattato con grande rispetto e viene dimostrato concretamente: a Sarajevo i giovani indossano le magliette con l'immagine del presidente russo, a Belgrado si trovano decine di cartelloni in cui la Russia viene definita fratello, scrive la rivista “Handelsblatt”.

    Il corrispondente della rivista ha riportato a titolo di esempio le opinioni di alcune persone della regione. In particolare a Sarajevo ha incontrato lo studente 23enne di Scienze Politiche Darijo Marakovic.

    Indossa una maglietta con l'immagine del presidente russo, lo ritiene un modello da seguire e lo definisce come "l'unica speranza per i Balcani".

    Al contrario quando è stata fatta una domanda sull'Europa Darijo ha esclamato una sola parola di disapprovazione ed ha scosso la testa, chiarisce "Handelsblatt".

    Secondo la rivista, in Serbia la situazione è simile: nonostante il Paese sia candidato per entrare nell'Unione Europea, la Russia è "consolidata" nella vita del Paese. Nelle strade di Belgrado capitale serba, si notano decine di cartelloni in cui la Russia viene definita come "fratello slavo" della Serbia.

    Secondo la rivista tedesca, la stragrande maggioranza dei cittadini è favorevole alla politica di riavvicinamento con la Russia. In particolare questa opinione è condivisa dalla 73enne Marija Seiji, intervistata dal corrispondente di "Handelsblatt".

    Secondo quanto raccontato dalla signora Seiji, ha sopportato "una guerra terribile, la fame e le alluvioni" e l'unico che può ancora aiutarla è la Russia.

    In particolare lo scorso anno i Balcani erano rimasti vittima delle alluvioni, i russi hanno aiutato in modo rapido e senza intoppi burocratici.

    Mentre a Bruxelles si discuteva come aiutare, la Russia aveva già inviato elicotteri, attrezzature per depurare le acque, medicinali e soccorritori, scrive "Handelsblatt".

    La rivista rileva inoltre che la Russia nei territori dei Balcani occidentali, popolati da slavi ortodossi, ha profondi legami storici.

    In Occidente il riavvicinamento della Russia con i paesi dei Balcani viene visto con apprensione.

    In particolare il segretario di Stato USA John Kerry all'inizio di quest'anno aveva dichiarato che la Serbia, il Kosovo, il Montenegro e la Macedonia sono "la linea di fuoco" tra la Russia e l'Occidente.

    Dal punto di vista di Dušan Reljić, esperto della fondazione di Economia e Politica sui Balcani, il motivo dell'atteggiamento conciliante e positivo nei riguardi della Russia sta nel fatto che "le riforme economiche" in questi Paesi non hanno iniziato a funzionare a pieno regime. Le promesse dell'Unione Europea non sono state mantenute, ritiene l'esperto, aggiungendo che attualmente è incombente il rischio di "grave recessione economica" della regione.

    In queste circostanze diversi politici vorrebbero vedere la nascita di un movimento "anti-UE".

    Inoltre Reljić ritiene che "l'esasperazione" contro la Russia nei Balcani sia ingiustificata: a suo avviso l'influenza della Russia sulla politica della regione è limitata. Secondo lui, la Serbia "persegue il cammino verso l'Europa" senza perdere di vista la Russia.

    Tags:
    Geopolitica, Politica Internazionale, Unione Europea, John Kerry, Vladimir Putin, Bosnia-Erzegovina, Balcani, Serbia, Russia
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