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    Il parlamento della Grecia

    Atene approva il secondo pacchetto di riforme

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    Il parlamento greco ha approvato in nottata il secondo pacchetto di riforme concordato con Bruxelles.

    Ora, per Atene restano da varare, entro il prossimo 8 agosto, le ultime misure concordate, tra cui la contestata riforma del regime fiscale per gli agricoltori e l'abolizione delle baby pensioni, provvedimenti su cui molte forze politiche sono contrarie.

    230 i deputati, su 300, che hanno dato il via libera alla riforma del codice civile e all'adozione della direttiva europea per il sostegno alle banche in crisi. Contro il provvedimento si sono espressi in 63 mentre cinque deputati si sono astenuti. Si conferma la spaccatura all'interno di Syriza, anche se rispetto al voto precedente i dissidenti sono scesi da 39 a 36. Contrariamente alle previsioni ha votato sì anche l'ex ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, che ha però dichiarato di averlo fatto solo per aiutare il governo a guadagnare tempo dicendosi convinto che alla fine l'accordo con i creditori salterà.

    Primo ministro greco Alexis Tsipras durante la sessione parlamentaria ad Atene, Grecia, il 28 Giugno, 2015
    © REUTERS/ Alkis Konstantinidis

    Sul sito iskra.gr (scintilla), la piattaforma della sinistra, l'ala più radicale di Syriza guidata dall'ex ministro dell'Energia, Panagiotis Lafazanis, ha risposto alle recenti dichiarazioni del primo ministro Alexis Tsipras secondo cui, dopo mesi di trattative, non avrebbe avuto un'alternativa alle richieste dei creditori. La piattaforma della sinistra si chiede perché il premier abbia continuato a pagare i creditori saccheggiando i fondi pubblici, invece di nazionalizzare le banche e sospendere i pagamenti, sottolineando che Tsipras non sarà in grado nemmeno in futuro di negoziare un accordo migliore per il terzo piano di salvataggio da 86 miliardi di euro né di resistere ad ulteriori ricatti.

    Prima del voto, intervenendo in Parlamento, il premier ha fortemente difeso le ultime scelte politiche.

    "Abbiamo fatto degli errori in questi sei mesi, ma sono orgoglioso di avere lottato. Sono orgoglioso per il fatto che le piazze europee siano state riempite dalle bandiere greche",

    ha sostenuto Tsipras, ribadendo di essere costretto ad applicare un accordo in cui non crede, ma sottolineando anche che nessuno "può affermare che l'artefice del programma sia il governo greco".

    Eurogruppo a Bruxelles
    © AP Photo/ Virginia Mayo
    Eurogruppo a Bruxelles

    "Alcuni sosterranno che il governo ha perso nei negoziati, ha proseguito Tsipras, aggiungendo però che "la distribuzione delle forze politiche non permetteva niente di meglio".

    "L'Europa non è quella che era prima, non è la stessa dal 12 luglio. Le forze conservatrici continuano a insistere sulla Grexit, tuttavia il dialogo per il futuro dell'Europa è già iniziato",

    ha dichiarato il premier greco. E, attaccando, l'ala di Syriza a lui ostile, ha sostenuto duramente che "chi crede che l'alternativa sia il piano Schäuble, l'attacco alla Banca di Grecia per mettere le mani sui 22 miliardi di euro di riserve o stampare gli Iou, i pagherò al posto delle pensioni e stipendi, lo dica al popolo". Poi, conciliante, ha promesso "un'ampia discussione collettiva" a settembre, che dovrà indicare gli obiettivi prioritari del governo di sinistra.

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    Unione Europea, Accordo sulla Grecia, riforme, voto, Alexis Tsipras, Grecia
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