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    Angela Merkel

    Con la sua politica Berlino ha mandato in confusione l'Unione Europea

    © Sputnik. Grigoriy Sisoev
    Politica
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    La politica tedesca degli ultimi anni, insieme con la mancanza di volontà degli altri Paesi europei di opporsi alle decisioni sbagliate di Berlino, ha portato alla ribalta le idee nazionaliste e i problemi economici, ritiene l'ex direttore dell'Economist Bill Emmott.

    I Paesi europei resistono tenacemente alla Germania, quando avanza soluzioni giuste, mentre sono felici di sostenere Berlino quando propone idee inutili, scrive l'ex direttore dell'Economist Bill Emmott nel suo articolo sul Financial Times.

    Certo tutto dipende da quello che si considera giusto o sbagliato, scrive Bill Emmott. Secondo lui, è vero c'è stata la proposta del ministro delle Finanze della Germania Wolfgang Schaeuble sull'uscita della Grecia dall'eurozona, sia per la propria salvezza sia per la salvezza della moneta unica europea. Anche se qualcuno pensa che questa idea fosse sbagliata, almeno si può definire abbastanza logica, data la situazione relativa al debito greco. Anche il Fondo Monetario Internazionale ha dichiarato che il debito nazionale è insostenibile per Atene senza una cancellazione parziale. Tuttavia tutti i Paesi europei — grandi e piccoli, ricchi e poveri — non vogliono cancellare i debiti della Grecia, si legge nell'articolo.

    Sullo sfondo del rifiuto dei Paesi dell'eurozona alla proposta logica della Germania, sorge una domanda:

    se l'Europa è davvero gestita da Berlino, quanto è efficace la sua leadership?, si chiede Bill Emmott.

    I negoziati sul debito greco hanno dimostrato al cancelliere tedesco Angela Merkel e al ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble che la Germania domina l'Europa. Tuttavia Berlino per diversi anni è riuscita a costringere altri Paesi a seguire le politiche di austerity e a fare riforme che hanno portato in particolare ad una disoccupazione nell'eurozona e persino in Germania più alta che negli Stati Uniti. E' difficile immaginare una decisione più sbagliata dell'accordo di bilancio del 2012, che non tiene conto della particolare situazione economica di ogni Paese, rileva Bill Emmott.

    La strana reazione dei governi europei alle proposte tedesche porta annovera la minaccia della crescita del nazionalismo, che dalla Grecia potrebbe diffondersi in altri Stati. I movimenti nazionalisti in Francia e in Italia, così come nel Regno Unito, non sono caratterizzati da sentimenti anti-tedeschi che potrebbero essere presenti se la Germania agisse da vero leader in Europa. Sono caratterizzati da una forma di avversione contro i maggiori partiti di ogni Paese, che non si oppongono alla situazione attuale nell'economia, ritiene l'autore dell'articolo.

    Tags:
    Austerity, Economia, Politica Internazionale, Politica, Crisi in Grecia, Unione Europea, Wolfgang Schaeuble, Angela Merkel, Germania
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