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    Finora e` ignoto che parte aveva abbattuto Boeing della Malaysia Airlines dal territorio controllato dalle milizie filorusse

    Boeing 777 malese: quando una tragedia diventa politica

    © Sputnik. Sergey Averin
    Politica
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    Tatiana Santi
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    Chi è stato ad abbattere il Boeing della Malaysian Airlines, che provocò la morte di 298 persone? È passato un anno esatto dalla strage dell’aereo malese precipitato in Ucraina, ma ancora non si hanno risposte certe e forse non si avranno mai.

    Germano Dottori, docente di studi strategici alla Luiss e membro della redazione Limes.
    © Foto: fornita da Germano Dottori
    Germano Dottori, docente di studi strategici alla Luiss e membro della redazione Limes.
    Una vera inchiesta sulla strage del Boeing 777 sembra impossibile, perché oramai le verità che potrebbero saltare fuori saranno verità politiche.

    Una serie di Paesi, tra cui l'Olanda e la Malesia chiedono al Consiglio di Sicurezza ONU di creare un tribunale internazionale sul caso del Boeing malese. Non si capisce però come effettuare un processo a inchiesta non ancora terminata, la relazione finale infatti è prevista solo per ottobre. La CNN però non si fa aspettare e trova già i colpevoli, cioè i separatisti, citando una fonte che avrebbe visto la bozza del report degli investigatori.

    È passato un anno esatto dalla strage dell’aereo malese precipitato in Ucraina
    © Sputnik. Sergey Averin
    È passato un anno esatto dalla strage dell’aereo malese precipitato in Ucraina

    Si giungerà mai alla ricostruzione dei fatti o ogni 17 luglio i media torneranno a parlare della sciagura sperando di fare uno scoop? Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione Germano Dottori, docente di studi strategici alla Luiss e membro della redazione Limes.

    — Siamo a un anno dalla strage del Boeing malese. A che livello sono le indagini, ci sono delle novità?

    — Circolano molte voci a riguardo e si parla anche di un rapporto che sarebbe oramai pronto, ma che tuttavia nessuno ha visto. Al di là di quello che uscirà fuori di nuovo, se uscirà, credo che sulla vicenda sia stata stabilita praticamente all'indomani dei fatti una verità politica, la quale ha determinato il corso degli avvenimenti precipitando anche l'adozione di sanzioni contro la Federazione russa più serie delle precedenti.

    Un giorno gli storici diranno come è andata a finire, ma temo che quando avremo la ricostruzione degli storici,questa sarà oramai del tutto irrilevante.

    — La relazione finale è attesa per ottobre. Secondo lei quanto è opportuno adesso creare un tribunale internazionale come è stato proposto da diversi Paesi quando le indagini sono ancora in corso?

    — Ci sono alcuni precedenti che riguardano i fatti accaduti nella ex Jugoslavia e nell'Africa centrale, in particolare in Ruanda nel corso degli anni '90. Poi è stato creato un tribunale penale internazionale di competenza ancora più ampia. A che cosa serva un tribunale internazionale per un fatto singolo è francamente difficile da stabilire. Dovrebbe essere al limite competente il tribunale penale internazionale se qualcuno vuole portare la questione a quel livello. Rimane tuttavia indispensabile un passaggio  alle Nazioni Unite. Se la Russia è contraria o la Cina o altri Paesi dotati del diritto di veto allora non se ne farà niente.

    Credo che sia una mossa propagandistica. È uno strumento del tutto ridondante, risulta evidente l'intento politico.

    — Secondo lei verrà mai scoperto chi è stato ad abbattere il Boeing?

    Il 17 luglio del 2014 il Boeing della Malaysian Airlines precipitò in Ucraina
    © AP Photo/ Dmitry Lovetsky
    Il 17 luglio del 2014 il Boeing della Malaysian Airlines precipitò in Ucraina

    — Dubito che questo accadrà, è stato molto difficile capire esattamente quello che è accaduto, dove e con quale modalità. Io credo che ci vorrà moltissimo tempo per avere una ricostruzione logica degli eventi. Per il momento quello che si sa è che c'è una verità politica, che pone l'accento suo ruolo delle milizie separatiste del Donbass da un lato. C'è anche un riconoscimento generale del fatto che la compagnia malese abbia azzardato un po' troppo nel continuare ad utilizzare un corridoio aereo sopra una zona di combattimento.

    — Qual è il ruolo dei media in questa faccenda? Forse prima di sparare ognuno la sua versione si dovrebbe attendere la relazione finale?

    — Il giornalismo è un'industria che lavora in regime concorrenziale, per cui la voglia di fare lo scoop, la voglia di dire per primi quello che sta succedendo anche quando le palline sono ancora in movimento diventa una tentazione irresistibile.

    In occasione di anniversari e questo è il primo anniversario, ovviamente c'è un picco di attenzione che porta i giornali a rispolverare tutto quello che si sa o quello che si pensa di sapere. L'incidente in questione, qualsiasi sia stata la dinamica che lo ha determinato, ha prodotto un effetto politico in una certa misura irreversibile nel breve periodo. Se in futuro uscirà una verità differente, questo tutto sommato andrà a beneficio delle generazioni future, ma in termini politici sarà del tutto inutile.

    — Il caso del Boeing come altri gravi incidenti devono essere seguiti dai media. Dove sta però il limite tra il giornalismo di inchiesta e il gossip politico?

    — Rispetto alla possibilità di lucrare maggiore interesse, vendite pubblicitarie superiori, molto spesso degli scrupoli vengono meno. Anche il giorno in cui per ipotesi uscisse una verità favorevole alla Federazione Russa o ai miliziani che difendono il Donbass, ci sarà sempre il sospetto che qualcuno abbia manipolato le scatole nere e altre prove per le indagini. È probabile che  una ricostruzione autentica non la avremo mai. Del resto noi in Italia non sappiamo cosa sia successo gli ultimi due giorni di vita di Mussolini e sono passati tanti anni…

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    Tags:
    Tribunale, crash, Consiglio di Sicurezza, ONU, Malesia, Olanda, Russia
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