15:49 16 Ottobre 2018
Migranti al confine con la Francia

Immigrazione, euro, Grecia: la UE è un invalido politico?

© AFP 2018 / PHILIPPE HUGUEN
Politica
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L'Unione Europea era una grande idea 40-50 anni fa, ma fin dai tempi del trattato di Lisbona, vediamo che l'Unione Europea non è in grado di far fronte a qualsiasi problema di migrazione o ad altre sfide, ritiene il vicepresidente della commissione Esteri dell'Assemblea nazionale ungherese Marton Gyongyosi.

"L'Ungheria non si è mai imbattuta con il fenomeno dell'immigrazione da vicino," — ha detto in un'intervista a "Sputnik" il vicepresidente della commissione Esteri dell'Assemblea nazionale ungherese Marton Gyongyosi. "Gli immigrati entravano nella zona Schengen attraverso l'Ungheria, transitando poi in Austria o in Germania. Ma ora il numero di immigrati è aumentato di 40 volte".

Secondo Gyongyosi, il problema sta nel fatto che il Paese diventa il loro punto d'arrivo.

"Ci troviamo di fronte ad un doppio flusso di migranti: quelli che sono respinti dai Paesi dello spazio di Schengen e quelli che atraversano il confine meridionale," — rileva Gyongyosi.

I Paesi Schengen non assegnano loro lo status di richiedenti asilo, ma li qualificano come migranti economici. Ciò implica che gli immigrati devono rientrare nel Paese, da dove sono entrati nella zona di Schengen.

Sono già iniziati i lavori di costruzione del muro sul confine di Stato con la Serbia. Il tentativo delle autorità ungheresi di fermare il flusso di migranti illegali nel Paese avrà un costo di 20 milioni di euro.

"Per i lavori di costruzione saranno spesi 6,5 miliardi di fiorini. Si tratta di circa di 20 milioni di euro, — dice Gyongyosi.

In aggiunta, secondo Gyongyosi, il governo ungherese intende coinvolgere nei lavori di costruzione i detenuti e i disoccupati in base alle norme dei lavori pubblici, pertanto il costo finale del progetto sarà ancora più alto.

L'obiettivo principale del governo, secondo Gyongyosi, è lo stanziamento di fondi per le guardie di frontiera.

"Dobbiamo rigenerare l'istituto delle guardie di frontiera, perché al momento non abbiamo guardie di frontiera separate, ma la polizia ha assunto le funzioni di controllo delle frontiere."

E' necessario distinguere tra rifugiati e migranti economici, insiste Gyongyosi.

"Ora non abbiamo il diritto di condurre indagini o respingere chi si identifica come rifugiato politico. Abbiamo proposto a tutti coloro che entrano nel Paese, sia legalmente o meno, di fermarsi nei centri di accoglienza chiusi. In questo momento si fermano nei campi aperti, così i rifugiati possono muoversi liberamente in tutto il Paese, così non facciamo in tempo a prendere in considerazione la loro domanda di asilo politico in un periodo di tempo limitato."

E' un dovere dell'Europa capire le radici della migrazione, dice Gyongyosi. Secondo lui, la migrazione è una conseguenza della politica europea.

"Dobbiamo essere molto onesti: l'Occidente è intervenuto negli affari interni di uno Stato sovrano come l'Ucraina ed ha destabilizzato questo Paese, in quanto gli Stati Uniti avevano intenzione di espandere i loro interessi geopolitici in un altro Paese dell'est."

Secondo lui, l'Unione europea è buona ad inviare direttive inutili di carattere liberale e buonista nei confronti degli immigrati,

ma non ha proposto "alcun tipo di assistenza all'Italia, di fronte alla enorme afflusso di immigrati provenienti dal Mediterraneo, e all'Ungheria, di fronte al flusso migratorio dei Balcani".

"Dal momento della firma del trattato di Lisbona, vediamo che la UE si è trasformata in un disabile che non è in grado di far fronte a nessuna delle sfide esistenti. La zona euro è sull'orlo della disintegrazione, l'idea di Schengen è al collasso, il Regno Unito pensa di uscire dalla UE, infine in tutti i Paesi dell'Europa crescono i movimenti euroscettici. I burocrati di Bruxelles dovrebbero prestare attenzione a questa tendenza," — conclude Gyongyosi.

Tags:
Economia, Società, Immigrazione, Diplomazia Internazionale, Politica Internazionale, Unione Europea, Ungheria
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