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    Mafia Capitale, le dimissioni del vicesindaco

    Politica
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    Non si arrestano le turbolenze attorno all'amministrazione capitolina: oggi le dimissioni del numero 2 del Comune di Roma, Luigi Nieri.

    Con una lunga lettera riportata sul suo sito Luigi Nieri, vicesindaco della giunta guidata da Ignazio Marino al Campidoglio, ha rassegnato le sue dimissioni, definite irrevocabili.

    Una decisione che non sorprende più di tanto, dopo le pressioni crescenti che si stanno registrando sul sindaco e la sua amministrazione dallo scoppio degli scandali e delle inchieste su Mafia Capitale e la scoperta del "sistema Buzzi".

    A pochi giorni di distanza dalla relazione della Commissione di accesso voluta dal Viminale e integrata dalla relazione del nuovo prefetto di Roma, Franco Gabrielli si registrano così le prime conseguenze. Nel documento in cui Ignazio Marino viene "prosciolto" dalla responsabilità politica per ciò che, nato con le amministrazioni precedenti, la sua giunta non è riuscita ad estirpare completamente, venivano tuttavia messe in luce una serie di criticità, su cui Nieri ha voluto mettere la parola fine rassegnando le proprie dimissioni.

    "Il mio passo indietro, che nessuno mi ha chiesto di fare, ha alla base le stesse ragioni: l'amore per Roma e la convinzione che l'amministrazione Marino vada difesa a tutti i costi. Proprio per questo non posso più tollerare che la mia persona sia usata, in maniera volgare e oscena, come strumento per attaccare Roma e un'amministrazione che ha fatto battaglie di cui la sinistra italiana può andare fiera".

    Questa la difesa accorata del vicesindaco, che ribadisce di avere fatto queste gesto per l'amministrazione e non a titolo personale.

    "Se avessi pensato soltanto a me — scrive ancora Nieri — avrei continuato senza farmi scalfire da nulla. Ho le spalle larghe".

    Poi l'affondo, contro quei "poteri" che non si sarebbero limitati a colpire la figura di Nieri, che pur non essendo indagato risulterebbe coinvolto a vario titolo nelle intercettazioni telefoniche dell'inchiesta, ma che

    "si sono spinti oltre per tentare di inquinare l'immagine dell'intera amministrazione di Roma e anche quella del mio partito, Sel, mai coinvolto in alcuna inchiesta giudiziaria. Lascio — l'amara considerazione finale — per impraticabilità di campo. Non intendo prestarmi neanche un giorno di più a questo gioco al massacro". 

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    Dimissioni, Luigi Nieri, Roma, Italia
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