09:32 25 Novembre 2020
Politica
URL abbreviato
3353
Seguici su

L’ipotesi di installazione di armi nucleari a Cuba, di cui si è parlato nel segmento cinese di internet, ha provocato in rete una reazione molto seria da parte di Taiwan e degli Stati Uniti.

Una decisione del genere da parte della Cina sembra fantascientifica, ma in futuro la situazione potrebbe cambiare, sostiene Vasily Kashin, esperto del Centro di analisi strategica e tecnologica. 

La nuova crisi dei Caraibi potrebbe profilarsi tra 10-15 anni, quando le divergenze tra Cina e Stati Uniti saranno talmente serie che la strategia di deterrenza nucleare, da parte di entrambi i paesi, diventerà il tema centrale della politica mondiale. Già adesso la Cina è un'economia crescente che sta espandendo la sua influenza commerciale. In America latina ci sono dei regimi che stanno contrastando le pressioni da parte degli USA e sono aperti alla cooperazione con la Cina e la Russia. Si prenda in considerazione anche il fatto che gli Stati Uniti continuino a parlare di dislocazione di nuove armi e truppe nei paesi intorno alla Cina. Si esaminano le ipotesi di dispiegamento nelle isole di truppe americane e di missili superficie-superficie.

E se in futuro la Cina decide di dare una risposta simmetrica? In questo momento il potenziale nucleare di Pechino è troppo piccolo, secondo la maggioranza degli esperti si tratta di circa 250 testate. In futuro però questo numero crescerà. Lo confermano i lanci dei primi missili intercontinentali cinesi a testata multipla, il varo di nuovi sottomarini a propulsione nucleare e la sperimentazione di missili balistici di nuovo tipo.

In questo caso la Cina potrebbe incorrere nella tentazione di creare delle basi alle porte degli USA. A differenza dell'America, la Cina ha una produzione regolare di due tipi dei missili balistici a medio raggio — DF-21 e DF-26, che hanno, rispettivamente, la gittata di 1700 e 3000 km. Inoltre, continua a produrre anche i missili DF-16, con gittata superiore a 1000 km, e i missili da crociera con basi in terra.

La Cina non ha sottoscritto nessun impegno che limitasse la fabbricazione e il dispiegamento di questi armamenti. La produzione marcia a gonfie vele. Se gli USA si ritirano dal trattato sui missili a medio raggio, che hanno sottoscritto con la Russia, e si mettono quindi a progettare nuovi missili di questo tipo, la progettazione e i collaudi richiederanno degli anni, e alla fine il missile americano sarà molto più costoso di quello cinese.

Saranno in grado gli USA di reagire come reagirono nel 1962, durante la crisi dei Caraibi? Allora, nell'ambito dell'accordo segreto raggiunto per risolvere la crisi, in cambio del ritiro dei missili sovietici da Cuba gli americani ritirarono dalla Turchia e Italia più di 100 missili Jupiter. Parecchi militari americani, tra cui anche il generale Curtis Le May, dicevano che era la sconfitta degli Stati Uniti. È ipotizzabile una crisi analoga in futuro tra Washington e Pechino? In determinate circostanze potrebbe succedere.

Correlati:

Pentagono pubblica strategia militare USA: opposizione a Russia, minacce da Iraq e Cina
Gli USA stanno perdendo la corsa alle armi con la Russia e Cina
Tags:
Crisi dei missili, USA, Cina
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook