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    Come mai la spesa militare della Grecia non è stata tagliata?

    © AP Photo/ Wael Qubady
    Politica
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    Tra i tanti sorvegliati speciali dai servizi segreti americani, c’è anche la Grecia. A rivelarlo è nuovamente Wikileaks.

    Siamo nel 2009. In un cablo non classificato si legge che l'ex primo ministro, Kostas Karamlis, ha rifiutato la proposta proveniente da Syriza di ridurre le già alte spese militari del 50%.

    E' di pochi giorni fa la pubblicazione di un dossier Nato che conferma la Grecia tra i Paesi con la più alta spesa militare. Se infatti, in termini assoluti, ci sono Paesi in cui quest'ultima è decisamente più alta rispetto a quella ellenica, è il rapporto con il Pil che lascia senza parole. Pochi, infatti, sono gli Stati che spendono, in relazione al prodotto interno lordo, più della Grecia. L'Italia si ferma intorno all'1%. La stessa Germania ha speso in armamenti l'1,2% del Pil nel 2014, mentre la Francia si ferma all'1,8%. Mentre la Grecia investe il 2,2% del Pil, ben 4 miliardi di euro, in armi, così nel 2014, come nel 2013.

    Il punto cruciale, però, è il paragone, nelle finanze della Grecia, con altri settori, come il welfare, dove il taglio c'è stato ed è decisamente più importante.

    La Germania, che da cinque anni bastona i conti pubblici greci, non ha mai chiesto di tagliare la spesa militare. Non solo. Circa due settimane, era stata la Commissione europea ad avanzare la proposta di una risistemazione dei conti greci che prevedesse un taglio alla spesa militare. Ma a bocciare la proposta ci hanno pensato prima il Fondo Monetario Internazionale e poi la stessa Nato, per bocca direttamente del segretario generale, Jens Stoltenberg. Ma Tsipras insiste. La controproposta presentata ieri all'Europa da Tsipras prevede un taglio di 200 milioni quest'anno e 400 milioni l'anno prossimo sulla spesa militare.

    Secondo i dati del ministero della Difesa greco, uno tra i maggiori Paesi che fa affari militari con la Grecia è proprio la Germania. Strano? Forse no, se si pensa allo scandalo scoppiato alcuni mesi fa secondo cui al ministero della Difesa greco venivano pagate mazzette per 18 milioni di euro al fine d'incoraggiare l'acquisto di sottomarini Poseidon, carri armati Leopard 2A6 Hel, missili Stinger e i caccia F-15. Chi li produce? La Krauss-Maffei Wegmann. Tedesca, manco a dirlo.

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    Tags:
    Difesa, spesa militare, Esercito, Kostas Karamlis, Germania, Grecia
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