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    “Giorno dopo giorno Kiev fa cose sempre più stupide”

    © REUTERS/ Valentyn Ogirenko
    Politica
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    L'aspirazione dell'Ucraina di aderire alla NATO "non può essere ragionevole" e bandire i simboli comunisti non è democratico, ha dichiarato il deputato del Bundestag di “Die Linke” (sinistra radicale) Wolfgang Gerke.

    La politica delle autorità ucraine non soddisfa gli standard dell'Europa moderna, ha affermato il vice capogruppo nel Bundestag di "Die Linke" Wolfgang Gerke in un'intervista con "Sputnik".

    Gerke ha inoltre osservato che le azioni di Kiev nel Donbass "non hanno giustificazioni."

    "Kiev afferma che l'Ucraina è parte del Donbass, ma per come tratta questo territorio significa che se ne vuole liberare," — ha sottolineato.

    "Ogni giorno le autorità di Kiev fanno cose sempre più stupide," — ha detto. Il primo passo del genere, secondo il politico tedesco, è stato il divieto della lingua russa, in seguito rimosso. "Dopodichè sono seguite altre decisioni stupide. In particolare c'è sicuramente l'aspirazione di Kiev di aderire alla NATO, anche se si sa che è impossibile e non può essere ragionevole. Ora il divieto dei simboli comunisti," — ha dichiarato Gerke.

    "Non è crudele affossare gli ideali o almeno una parte significativa della vita di un'intera generazione?", — ha aggiunto il deputato tedesco.

    Secondo lui, tali decisioni sono "totalmente antidemocratiche" e "non soddisfano l'Europa del nostro tempo."

    La lotta con il passato comunista in Ucraina ha provocato l'elogio di "eroi che lasciano parecchi interrogativi", ovvero persone colpevoli di omicidi ed esecuzioni di migliaia di civili. Il diverso atteggiamento verso il passato ha profondamente spaccato la società ucraina, scrive il britannico "The Telegraph".

    "Il mese scorso il presidente dell'Ucraina Petr Poroshenko ha approvato una serie di controverse nuove leggi in materia di storia. In base ad una di esse il Paese verrà ripulito dai simboli comunisti, tra cui centinaia di statue di Lenin. In un'altra i veterani dell'esercito insurrezionale ucraino (UPA) ed altri "combattenti per l'indipendenza dell'Ucraina" del XX secolo acquisiscono uno status speciale che li protegge dalle critiche e dai dubbi sulla legittimità della loro lotta,"- scrive il giornale.

    Per alcuni i membri dell'esercito insurrezionale ucraino erano stati degli eroici combattenti per la libertà. Per altri dei traditori e fascisti, le cui mani si sono macchiate del sangue dei massacri e della pulizia etnica. Questo atteggiamento contrastante verso il passato ha profondamente diviso i 45 milioni di abitanti dell'Ucraina.

    "I membri dell'Organizzazione dei nazionalisti ucraini (OUN) e dell'esercito insurrezionale ucraino hanno ucciso dai 60mila fino a 100mila polacchi in Volinia e Galizia, nonché partecipato alle deportazioni ed uccisioni degli ebrei," — il giornale ricorda.

    "La glorificazione dell'esercito insurrezionale ucraino può essere tollerata solo in una piccola parte dell'Ucraina, ad ovest e a Kiev. Solo un terzo della popolazione sostiene una linea russofobica, quando cercano di imporre il loro punto di vista al resto della popolazione, non possono sorgere altro che molti problemi," — il "The Telegraph" cita le parole del politologo Mikhail Pogrebinsky.

    Tags:
    Società, Comunismo, Storia, Politica, Neonazismo, governo, Settore destro, Donbass
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