18:13 04 Luglio 2020
Politica
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I leader dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom) "devono mettere l'interesse del paese e dei cittadini al centro della loro attenzione" e "nessuno sforzo dev'essere risparmiato per arrivare a un compromesso politico" sulla base dell'intesa raggiunta il 2 giugno a Skopje.

E' quanto ha affermato l'Alto rappresentante per la politica estera dell'UE, Federica Mogherini, dopo aver incontrato oggi a Bruxelles il vicepremier macedone, Fatmir Besimi, in visita a Bruxelles dove ha incontrato anche il Commissario UE per l'Allargamento, Johannes Hahn.

Lo scorso 10 giugno a Bruxelles, i principali partiti politici macedoni non sono riusciti a trovare un accordo per superare l'attuale crisi politica. Secondo l'intesa raggiunta a Skopje lo scorso 2 giugno, nel Paese si dovrebbero svolgere elezioni anticipate entro l'aprile prossimo, nel 2016. Prima di tale appuntamento, il paese è però chiamato ad affrontare una serie di riforme che possano assicurare un risultato elettorale condiviso.

Nel paese balcanico le forze d'opposizione non partecipano ai lavori parlamentari dal momento della rielezione del premier Gruevski, avvenuta in seguito alle elezioni anticipate del 30 aprile 2014. Ad aggravare la situazione, lo scandalo delle intercettazioni, pubblicate dal leader dell'opposizione, Zoran Zaev, a cominciare dal febbraio 2015. I documenti riguarderebbero intercettazioni telefoniche disposte negli anni scorsi da Gruevski nei confronti di esponenti dei media, della magistratura, leader religiosi, nonchè ministri del suo stesso governo.

L'aspetto critico che ha impedito sinora di trovare un accordo tra maggioranza e opposizione lo scorso è il ritorno del partito di Zaev (Sdsm) in parlamento. Zaev continua a porre come condizione per il ripristino di un dialogo politico stabile la creazione immediata di un governo ad interim che possa portare il paese alle elezioni anticipate. Gruevski non accetta questa condizione e ritiene che il suo governo sia stato incaricato dal popolo macedone a guidare il paese, quantomeno fino alle elezioni anticipate del 2016.

Proteste in Macedonia
© REUTERS / Ognen Teofilovski
Proteste in Macedonia

Secondo la comunità internazionale, che ha progressivamente sviluppato l'impegno e l'interesse nell'affaire Macedonia in seguito ai violenti scontri registrati nei pressi della città di Kumanovo, lo scorso 9 e 10 maggio, il ripristino di una normale dialettica politica nel Paese costituisce una tappa cruciale nel processo di adesione del paese all'UE, oltre che alla Nato. 

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Tags:
Unione Europea, riforme, crisi, Nicola Gruevski, Zoran Zaev, Johannes Hahn, Fatmir Besimi, Federica Mogherini, Bruxelles, Macedonia
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