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    Renzi. Uniti contro la minaccia terroristica globale

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    La Federazione dev’essere in prima fila nello scenario internazionale. Così Renzi nella conferenza stampa congiunta con il presidente Putin all’Expo. Forte allarme dell’imprenditoria italiana per le sanzioni.

    "Abbiamo condiviso con il presidente Putin il principio fondamentale che l'accordo di Minsk2 è la stella polare, la bussola, il punto di riferimento di tutti gli sforzi. Credo che tutte le donne e gli uomini di buona volontà lavorino perchè possa essere pienamente attuato".

    Così il premier Matteo Renzi, in conferenza stampa con il presidente russo Vladimir Putin, al termine della visita a Expo. Per Renzi

    "nel momento in cui il protocollo di Minsk procederà in modo spedito, anche la fase di tensioni, con sanzioni e controsanzioni commerciali verrà meno. Con la piena attuazione del protocollo di Minsk2, si rafforzerebbe la collaborazione che è già in atto, nell'accordo con l'Iran, nelle situazioni che coinvolgono Siria, Iraq e Libia, dove il ruolo della Federazione Russa è considerato molto importante. L'Italia — ha concluso Renzi — lavora perche' il protocollo di Minsk2 sia il punto di riferimento per la fase delicata che stiamo vivendo".

    Quello di oggi a Expo è il quarto colloquio tra il premier Matteo Renzi e il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, come ha ricordato il premier nella conferenza stampa congiunta. Il prossimo appuntamento si terrà dopo l'estate.

    "Ci rivedremo con Putin a novembre in Turchia — ha detto Renzi — dove il G20 consentirà di affrontare le questioni legate all'agenda economica globale".

    Sul ruolo della Russia, il premier Renzi ha espresso la necessità che la Federazione Russa sia costantemente presente nel dialogo e nella cooperazione della comunità internazionale.

    "Ci sono numerose occasioni di confronto e di dialogo. Abbiamo necessità che in questo scenario internazionale difficile, la Russia sia in prima fila, insieme agli USA e all'UE, per fronteggiare le minacce globali, che possono avere sigle diverse, Boko Haram, Isis, etc, ma il fil rouge è un'ondata di estremismo, fanatismo e integralismo che porta all'uccisione dei più indifesi. Di fronte a questo scenario, le più grandi potenze del mondo, tra cui la Federazione Russa, devono avere dei luoghi d'incontro in cui possano continuare a collaborare. Il mio auspicio — ha aggiunto Renzi — è che aderendo al protocollo di Minsk2 si possa togliere dal tavolo l'unico elemento di divergenza sul panorama internazionale".

    Oggi all'Expo di Milano, in occasione della visita del presidente Putin, sono presenti anche il ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina, il presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, e il Commissario Generale del Padiglione Italia, Diana Bracco.

    Poco prima della conferenza stampa congiunta, si è tenuto l'incontro bilaterale, durante il quale è stata formalizzata l'adesione della Russia alla 'Carta di Milano', documento che impegna i Paesi ad assumersi responsabilità verso l'ambiente e la sostenibilità alimentare. L'adesione è stata siglata dal ministro dell'Industria russo, Denis Manturov, su impulso di Putin.

    Alla colazione di lavoro che si tiene al termine dalla conferenza stampa congiunta, partecipano molti dirigenti d'importanti gruppi industriali. Tra i presenti al Padiglione Italia, il ceo di Generali, Mario Greco, il numero uno di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, Michele Elia delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, ad di Finmeccanica, Claudio Descalzi dell'Eni, Francesco Starace dell'Enel, Gianfelice Rocca e Pietro Salini. Tra i big russi, Alexei Miller, numero uno del colosso Gazprom e Igor Sechin, che guida Rosneft. Alta, infatti, è l'attenzione, nonché la preoccupazione dell'imprenditoria italiana nei confronti dell'export con la Russia, in forte flessione a causa delle sanzioni imposte dall'UE.    

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    Tags:
    accordi di Minsk, Expo 2015, Matteo Renzi, Italia
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