18:43 25 Novembre 2020
Politica
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La Russia spera che le ultime provocazioni nel Donbass non conducano al fallimento del processo negoziale nell’ambito degli accordi di Minsk, ha dichiarato il ministro degli Esteri della Russia Sergej Lavrov.

"Spero tanto che le ultime provocazioni attorno a Marjinka e le dichiarazioni bellicose nello spazio mediatico non conducano al fallimento di questo processo e che i sottogruppi di lavoro si riuniranno, come convenuto, già prossimamente per continuare il lavoro", — ha detto Lavrov nel corso di una conferenza stampa congiunta con il suo omologo bielorusso Vladimir Makey. 

Abitanti locali davanti a una casa distrutta dal bombardamento del quartiere Oktjabrskij a Donetsk
© Sputnik . Irina Gerashchenko

Secondo il ministro russo, Kiev voleva inasprire al limite la situazione nel Donbass alla vigilia del vertice G7. Lavrov ha anche sottolineato che la decisione dei partner occidentali, che condiziona la revoca delle sanzioni con l'implementazione degli accordi di Minsk, li trasforma in ostaggi delle autorità ucraine.

"Partiamo dal presupposto che Germania, Francia e alltri colleghi dell'Unione Europea, come anche gli Stati Uniti, lavoreranno con le autorità dell'Ucraina, sollecitandole a rispettare onestamente tutti gli aspetti degli accordi di Minsk. Crediamo che ciò sia ora il loro dovere, così come noi continueremo a lavorare con Donetsk e Lugansk, sollecitandole a continuare a sostenere in maniera costruttiva la piena attuazione degli accordi Minsk-2", — ha aggiunto Lavrov.

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Provocazioni nel Donbass, Sergej Lavrov, Russia
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