11:31 17 Agosto 2018
Ex ministri Fornero e Giovannini consideravano come pensioni ricche quelle di valore pari o superiore ai 2.800 euro lordi al mese.

INPS: pensioni il primo giorno del mese e più flessibilità in uscita

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Ieri l'annuncio del presidente dell'ente di previdenza italiano. Oggi il ministro dell'Economia Padoan conferma: in pensione a 62 anni con penalità per favorire l'occupazione giovanile.

Da oggi sarà possibile in Italia riscuotere la pensione dal primo giorno del mese. A ricordarlo ieri è stato il presidente dell'INPS Tito Boeri, intervenuto al festival dell'economia di Trento, precisando che la misura adottata sarà esecutiva da oggi e per il futuro "sarà sempre così". Le ragioni di tale scelta, ha spiegato il professor Boeri, sono legate alla bocciatura della sentenza della Consulta sulla riforma Fornero, sottolineando come per moltissime persone il provvedimento di tradurrà in un anticipo di almeno un paio di settimane sulle scadenze previste precedentemente per l'erogazione dell'assegno previdenziale.

"E' un modo per andare incontro ai pensionati più poveri che hanno problemi di liquidità e quindi magari problemi a pagare molte utenze o pagamenti che sono tipicamente alla fine o all'inizio del mese".

Queste le parole con cui il presidente INPS ha spiegato le ragioni di tale anticipo. Intanto, sempre in tema di modifiche alla "Fornero" imposte dalla Consulta, Boeri ha dato la sua opinione sulla possibilità di uscita anticipata dal lavoro. L'ipotesi più gettonata allo studio del governo è la bozza che porta il nome dell'ex ministro e attuale presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano. Senza entrare nel merito del provvedimento, che prevederebbe una penalità pari ad una mensilità per quanto decidessero per il prepensionamento all'età 62 anni, Boeri ha dichiarato che se la flessibilità adottata dovesse essere sostenibile

"l'Europa dovrebbe permettere di sforare i vincoli ai Paesi che la introducono".

Intanto è stato proprio l'ex ministro per il Lavoro Cesare Damiano ad annunciare ieri l'inizio formale dell'iter per la presentazione del progetto di legge.

"Il prossimo 3 giugno incontreremo il ministro Poletti — ha dichiarato Damiano anche lui ospite a Trento — successivamente incontreremo Boeri e poi le parti sociali".

Il disegno di legge  di cui Damiano è il principale estensore, potrebbe essere anche un volano per rilanciare l'occupazione giovanile, si dice convinto il deputato PD.

"Rendere flessibile l'uscita, che noi proponiamo dai 62 anni a condizione che il lavoratore abbia almeno 35 anni di contributi, pagando una penalizzazione massima dell'8% che decresce con l'innalzarsi dell'età e dei contributi — ha detto Damiano — significa diminuire il numero dei potenziali poveri e facilitare con il turnover l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro".

Una considerazione questa, raccolta questa mattina dal ministro per l'Economia Pier Carlo Padoan, che ha confermato l'ipotesi di quota 62 anni (e 35 di contributi).

"Se troviamo una soluzione — ha detto Padoan — potrebbe essere uno strumento per favorire ulteriormente l'occupazione giovanile". 

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Tags:
pensioni, INPS, Pier Carlo Padoan, Tito Boeri presidente dell`INPS, Italia
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