23:56 23 Novembre 2020
Politica
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Approvato ieri alla Camera dei deputati il disegno di legge presentato due anni fa da Pietro Grasso.

E' legge il provvedimento che inasprisce le pene per i reati di corruzione, reintroducendo al contempo nella disciplina il reato di falso in bilancio. L'aula di Montecitorio ha così approvato ieri, con 280 voti favorevoli, 53 no e 11 astenuti, la nuova legge, fortemente voluta 2 anni fa dall'allora senatore Pietro Grasso nei primissimi giorni della nuova legislatura, subito prima di essere chiamato a presiedere l'aula di Palazzo Madama.

Tra i principali punti della nuova disciplina c'è dunque innanzitutto un inasprimento delle pene per i reati di corruzione e peculato: dagli 8 ai 10 anni sono adesso previsti dal codice, con un generale innalzamento di tutte le pene relative a queste fattispecie di reato ed il conseguente allungamento dei termini di prescrizione.

Tra i punti maggiormente contestati dall'opposizione di Forza Italia, il ripristino del reato di falso in bilancio. La contestatissima nuova norma non solo torna a punire con il carcere i responsabili di costituzione di fondi neri ma, come già impostato nella prima scrittura del disegno di legge Grasso, eleva la fattispecie al rango di reato "di danno" e non solo "di pericolo", ossia per far scattare la denuncia non sarà necessario provare di avere alterato il mercato o di aver prodotto un danno all'azienda coinvolta. Il testo prevede poi, sempre in materia di falso in bilancio, una distinzione tra aziende quotate in borsa e non: chi falsifica il bilancio di una tra queste ultime rischia una condanna da 1 a 5 anni; pena che sale da un minimo di 3 ad un massimo di 8 anni per chi amministra società quotate sul listino azionario.

Infine pene più severe per i reati di mafia, con una pena fissata dalla nuova legge fino a 26 anni di reclusione. 

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Tags:
Legge, corruzione, Parlamento, Italia
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