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    L’Alto Commissario, Guterres, di oggi, che ha detto: “E’ tempo che noi europei abbandoniamo l’illusione di poterci isolare da questa crisi

    Mogherini: “Mediterraneo emergenza umanitaria e crisi di sicurezza”

    © AFP 2017/ Giovanni Isolino
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    L'Alto rappresentante per la politica Estera e la Sicurezza europea, Federica Mogherini, presenta al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il piano dell’UE sull’immigrazione.

    "Aiutateci a salvare vite umane e a smantellare le organizzazioni criminali". Così ieri l'Alto rappresentante per la politica Estera e la Sicurezza europea, Federica Mogherini, parlando dell'emergenza immigrazione davanti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

     La situazione nel Mediterraneo "è senza precedenti ed eccezionale", per questo serve "una risposta eccezionale, immediata e coordinata". E ha aggiunto: “noi siamo qui per agire e per agire subito. Per noi è un dovere morale". Un intervento tutto centrato sulla prospettiva di una risoluzione Onu che dia il via al piano elaborato dalla UE che comprende anche missioni contro gli scafisti, i trafficanti e le loro imbarcazioni.

     

    Federica Mogherini
    © REUTERS/ Francois Lenoir
    Federica Mogherini

     

    L’Alto rappresentante ha illustrato alle Nazioni Unite la bozza del piano di azione dell'Europa. Quattro i punti principali: aiuti ai paesi di origine e di transito dei migranti, controlli alle frontiere in Libia e nei paesi confinanti, una serie di missioni contro i trafficanti di esseri umani e gli scafisti e infine la suddivisione dei profughi attraverso un meccanismo di quote tra i paesi dell'UE. "L'Unione europea è pronta a fare la propria parte e ad assumersi le proprie responsabilità, anche se non è sempre stato così, lo riconosco. L'UE può fare molto, faremo molto, ma non lo faremo da soli", ha detto informando il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla situazione nel Mediterraneo, concludendo con un accorato appello: "Aiutateci a salvare vite umane e a smantellare le organizzazioni criminali".

    Secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, almeno 1.727 persone sono morte in mare dall'inizio del 2015. L'ultima tragedia è avvenuta nel mese di aprile, quando una nave che trasportava circa 900 migranti verso l'Italia si è capovolta nel Mediterraneo, causando la morte di quasi tutti coloro che erano a bordo.

    La risoluzione preparata dall'Italia e presentata dalla Gran Bretagna ha l’appoggio, per ora, di Francia, Gran Bretagna, Spagna e Lituania.

    La Russia, non ha vincolato il suo sì alla questione delle sanzioni, lasciando aperta la strada dell'ottimismo.

    Il punto più controverso della strategia resta la redistribuzione dei migranti, con quote obbligatorie da stabilire in base alla ricchezza del paese, al tasso di disoccupazione, ai numeri degli asili già concessi.

    La Commissione Europea ha deciso di invocare l'articolo 78.3 del Trattato di Lisbona, finora mai applicato: "Qualora uno o più Stati membri debbano affrontare una situazione di emergenza caratterizzata da un afflusso improvviso di cittadini di paesi terzi, il Consiglio, su proposta della Commissione, può adottare misure temporanee a beneficio dello Stato membro o degli Stati membri interessati", recita il testo. Grazie ad esso, la Commissione potrà mettere la questione delle quote su una 'corsia preferenziale', e il Consiglio dovrà approvarla a maggioranza, quindi il veto di alcuni non basterà a bloccare il provvedimento fortemente voluto dal presidente Jean Claude Juncker. Secondo Bruxelles, la valutazione d'emergenza già esiste, "perché sono i numeri a dirlo". Centinaia di migliaia di richieste (130mila sbarchi in Italia nell'ultimo anno e oltre 200mila richieste di asilo previste in Europa) sono "sicuramente un'emergenza", secondo l'esecutivo Ue.

    L'Agenda per l'immigrazione preparata dal commissario Dimitri Avramopulos sarà finalizzata oggi dai capi di gabinetto europei e mercoledì approderà sul tavolo del collegio dei commissari per l'approvazione.

    Centro di immigrazione a Lampedusa. 19 febbraio 2015.
    © REUTERS/ Alessandro Bianchi
    Centro di immigrazione a Lampedusa. 19 febbraio 2015.

    La Mogherini ha confermato la volontà di “agire nel quadro della legge internazionale in cooperazione con le autorità libiche e possibilmente nell'ambito di una risoluzione del Consiglio di sicurezza".

    Proprio su questo punto è arrivata però una dichiarazione piuttosto dura dell'ambasciatore libico all'Onu, Ibrahim Dabbashi: "Non permetteremo un'operazione militare in Libia. Consentiremo solo un'azione umanitaria coordinata tra l'Ue e il governo legittimo di Tobrouk”.

     Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, augura che "il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite adotti la risoluzione proposta dai Paesi europei, basata sul capitolo VII della Carta dell'Onu, che fornirebbe una cornice di legalità internazionale per poter condurre operazioni mirate all'identificazione e distruzione delle imbarcazioni dei trafficanti di migranti prima che queste partano". E il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dichiarato alla stampa: “Siamo in attesa di una risoluzione delle Nazioni Unite, e poi dobbiamo ascoltare i libici, occorre il loro consenso. Mi aspetto che l'Onu aiuti il suo rappresentante Bernardino Leon, con una risoluzione che consenta di riportare ordine in Libia, occorre che finisca la condizione di guerra civile e di assenza di Stato, innanzitutto nell'interesse dei libici e poi della comunità internazionale, anche per evitare che la Libia diventi la base di alcune formazioni terroristiche, sarebbe una minaccia per tutta l'Europa".

     

     

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    piano, immigrazione, ONU, Federica Mogherini, Italia
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