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    Italicum, comincia la discussione alla Camera

    © AFP 2017/ Andreas Solaro
    Politica
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    Ieri l'ultimo appello al governo da parte dell'ex capogrupo PD Roberto Speranza: “Fiducia sarebbe violenza al Parlamento. Renzi ci ripensi”. L'apertura del vicesegretario PD Serracchiani.

    Iniziata questa mattina alla Camera la discussione finale sulla legge elettorale. Il cosiddetto Italicum, al centro dell'infuocato dibattito politico italiano da mesi, si appresta a concludere il suo iter parlamentare, non prima dell'ultima fiammata. Se con la discussione generale di oggi è iniziato ufficialmente l'ultimo passaggio dell'iter legislativo, l'attesa è tutta per la settimana prossima in cui presumibilmente ci sarà la votazione finale. Solo allora sarà possibile sciogliere il nodo più intricato, capire cioè se il governo ricorrerà al voto di fiducia pur di far passare il testo della legge senza stravolgimenti.

    Ieri le parole dell'ex capogruppo PD alla Camera, Roberto Speranza, dimessosi dall'incarico proprio a causa della diversa posizione assunta sulla legge in questione, che intervenendo alla trasmissione televisiva "In Mezz'ora" ha ribadito ancora una volta che la fiducia su una legge così delicata sarebbe "una violenza vera e propria contro il Parlamento".

    "Sarò leale nei confronti del mio partito, ma non si può nemmeno immaginare di mettere la fiducia, perché è sbagliato legare il destino del governo al destino della legge elettorale"

    Ancora più dura la presa di posizione di Rosy Bindi, considerata una delle esponenti di spicco della cosiddetta minoranza dem, che a proposito del voto di fiducia ha parlato di pericolo per la democrazia.

    E se ieri indiscrezioni filtrate da palazzo Chigi in queste ore descrivevano un Renzi deciso a portare a casa il risultato in tempi brevi, con l'ipotesi di ricorrere persino a tempi contingentati per gli interventi allo scopo di accelerare, oggi è il vicesegretario PD Deborah Serracchiani a tentare un'apertura. "Il governo sta onestamente facendo di tutto per evitare la fiducia — ha detto la presidente della regione Friuli — se cadesse il governo ora la gente non capirebbe. Tanto meno sulla legge elettorale. Spiegare alle persone che può rischiare di cadere il governo perché i capilista sono 100 invece di 80 — ha concluso Serracchiani — mi sembra un po' difficile".

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    italicum, Rosy Bindi, Matteo Renzi, Italia
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