09:30 29 Aprile 2017
    Durante la visita  a Washington Matteo Renzi ha espresso una grandeur che non abbiamoBob Kennedy diceva che Il problema del potere è  come fare in modo che gli uomini di potere vivano per il pubblico piuttosto che contro il pubblico

    Renzi imita i cugini francesi con la falsa grandeur

    © AP Photo/ Ivan Sekretarev © East News/ TED RUSSELL
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    Marco Fontana
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    Ascoltare Renzi mentre arringa i giovani della Georgetown University, affermando che l’Italia è fuori dalla crisi, supera i limiti della decenza.

    Il premier non deve aver scelto casualmente di lanciarsi in una boutade del genere solo dopo aver valicato i confini nazionali, visti i sonori ceffoni mollati dall'Istat con gli ultimi numeri sulla disoccupazione e sulla crescita, certificati persino dal Fondo Monetario Internazionale. In patria, avrebbe ricevuto un'accoglienza ben diversa questo suo lanciare il cuore oltre l'ostacolo: che poi, più che altro, è stato un lanciare la bugia oltre il naso. Nel suo sproloquio, Renzi ha detto che con le riforme possiamo addirittura avere un ruolo leader nei prossimi vent'anni, possiamo diventare una speranza per il resto d'Europa: abbiamo fatto la riforma delle pensioni e quella del lavoro, siamo la seconda potenza industriale del continente. D'accordo, è normale che un politico trovandosi all'estero tratteggi la migliore cartolina possibile del proprio Paese, ma non si può vendere il dipinto di un ritrattista di strada come fosse la Gioconda. Ma lui ci prova lo stesso, persino quando tutti i numeri bocciano senza appello l'operato suo e del suo governo.

    È inquietante pensare che un esponente politico possa raccontare di un'Italia fuori dalla crisi avendo sotto mano le previsioni dell'Fmi, che per il 2015 indicano un incremento del Pil di un misero +0,5% (uno 0,2% in meno delle previsioni del ministro dell'Economia, quindi già una previsione ridotta rispetto a quelle ottimistiche di Padoan). E tutto questo mentre il resto dell'Europa viaggia su un +1,5%, le economie avanzate su un +2,4% e il mondo su un +3,5%. La Francia, che dovrebbe essere il principale concorrente da scavalcare per raggiungere l'ambito secondo posto come potenza continentale, ha una previsione di crescita del Pil dell'1,5%, che significa maggiori investimenti in formazione del capitale umano, più risorse per ricerca e sviluppo, più fondi per l'acquisizione delle aziende di altri Paesi, in particolare di quelli in affanno come l'Italia. Eppure Renzi professa ottimismo: Per troppo tempo però il nostro Paese è stata la bella addormentata nel bosco, come se il meglio fosse già accaduto e potessimo vivere il presente solo sognando il nostro grande passato. Ma noi siamo qui per svegliare la bella addormentata, noi siamo qui per dare un indirizzo al futuro. Peccato che questo risveglio non ci sia ancora stato. Il nostro brillante presidente del Consiglio si è dimenticato di dire ai ragazzi della Georgetown quale sia la sua ricetta per i 2mila esuberi, annunciati in poche ore, da Indesit e Iveco. Sono queste le criticità alle quali Renzi dovrebbe fornire una soluzione. Lui parla di futuro, ma per un cittadino quale futuro è più importante del vivere dignitosamente grazie al proprio lavoro, senza dover elemosinare la carità del welfare di Stato?

    Bob Kennedy diceva che Il problema del potere è  come fare in modo che gli uomini di potere vivano per il pubblico piuttosto che contro il pubblico
    © East News/ TED RUSSELL
    Bob Kennedy diceva che Il problema del potere è come fare in modo che gli uomini di potere vivano per il pubblico piuttosto che contro il pubblico

    Nel suo discorso, Renzi ha più volte citato Robert Kennedy, e parafrasandolo ha detto che il futuro in Italia sarà "più bello e divertente del passato". Chi vive in Italia ha una percezione ben diversa del proprio futuro. Forse Renzi avrebbe fatto meglio a ricordare un'altra frase del Kennedy più giovane: Il problema del potere è come ottenere il suo uso responsabile, piuttosto che il suo uso irresponsabile ed indulgente — ovvero come fare in modo che gli uomini di potere vivano per il pubblico piuttosto che contro il pubblico. Sarebbe stato bello sentire il parere del premier su queste parole, nel momento in cui fa dimissionare per alcune intercettazioni imbarazzanti il ministro Lupi, non indagato e non appartenente al suo partito, e invece intima ai suoi sottosegretari indagati e al candidato alla presidenza della Liguria di continuare a rivestire i propri ruoli. Caro Renzi, crede che Kennedy approverebbe la sua coerenza? Crede che l'uomo a cui dice di ispirarsi accetterebbe che un agente venga rimosso dall'incarico solo per un'opinione espressa su un social? Bob Kennedy diceva: Finché gli uomini non saranno liberi — nella loro vita e nelle loro opinioni, nei loro discorsi e nella loro coscienza — fino ad allora la rivoluzione americana non sarà finita.                                                                                                                                      Ci perdoni, Caro Leader fiorentino, ma non basta citare un'icona per poterne assimilare il carisma. Renzi ha voluto imitare i cugini d'Oltralpe, esprimendo una grandeur che non abbiamo, millantando una tensione verso il futuro che non esiste. Se oggi sempre più giovani fuggono dall'Italia, è proprio per la mancanza di prospettive, di risposte e di speranza: e su questo, chi ci governa ha delle pesanti responsabilità.

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    discorso, Georgetown University, ISTAT, FMI, Matteo Renzi, Italia, USA
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