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    Ministro degli Esteri Sergej Lavrov intervistato da Dmitry Kiselev

    Lavrov rilascia un’intervista al direttore dell’Agenzia “Rossiya Segodnya”

    © Sputnik. Grigory Syssoev
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    Gli USA cercano di infuire in chiave negativa sui rapporti della Federazione Russa con gli Stati del mondo.

    Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Sergej Lavrov in un'intervista rilasciata al direttore dell'Agenzia d'Informazione Internazionale "Rossiya Segodnya" Dmitry Kiselev.

              A tutti gli Stati del mondo, senza alcuna eccezione, gli USA cercano di limitare i rapporti con la Russia, ha rilevato il ministro.

    "Tuttavia i partner che noi incontriamo quando io vado da qualche parte, o i miei colleghi che vengono da noi, tutti loro, prima di questo contatto, subiscono immancabilmente un "trattamento" da parte dell'ambasciatore americano o di qualcuno di rango più basso, oppure viene un inviato di Washington che comincia a girare la regione e a mettere tutti in guardia… Come l'ambasciatore Shapiro  che da Praga esprime il suo rammarico per il comportamento "miope" di Zeman (presidente della Repubbica Ceca) che ha deciso di recarsi a Mosca. Non so neanche come commentarlo". 

    Lavrov è convinto che Washington non gradisca il superamento della crisi nei rapporti tra Russia e Unione Europea. "Per me ciò è del tutto certo, sebbene John Kerry cerchi sempre di farmi credere il contrario", — ha osservato il ministro.

    Lavrov ha dichiarato che non si può parlare di alcun isolamento della Russia, perché "la vita sta dimostrando il contrario".

             Parlando del regolamento del conflitto in Ucraina, Sergej Lavrov ha detto che Mosca auspica che Berlino e Parigi usino la loro influenza con Kiev per obbligare le autorità ucraine a rispettare gli accordi di Minsk. "Stiamo lavorando con Berlino e Parigi, e lo stiamo cercando di fare anche con Washington, affinché richiamino alla ragione il governo di Kiev e lo obblighino a rispettare gli accordi", — ha dichiarato Lavrov. "Non possiamo permettere che fallisca l'accordo di Minsk concordato non più a livello di ministri europei, ma questa volta a livello di capi di Stato", — ha aggiunto il ministro.

    Secondo Lavrov, Germania e Francia sono consapevoli del fatto che le decisioni e le azioni delle autorità ucraine sono in contrasto con gli accordi per il regolamento della situazione. "Anche la Germania e la Francia — e lo posso dire con certezza dopo i miei recenti incontri a Losanna con Laurent Fabius e Frank-Walter Steinmeier — capiscono perfettamente che le decisioni approvate dalla Rada, che Poroshenko, tutto sommato, non ha neanche cercato di contestare e, anzi, ne è stato il promotore nonostante che vadano contro gli accordi che egli ha firmato a Minsk, ostacolano il regolamento della situazione", — ha detto Lavrov.

    Il ministro ha rilevato che la partecipazione dei rappresentanti del Donbass alle trattative con Kiev nell'ambito del Gruppo di contatto è un gesto di buona volontà, perché i rappresentanti delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk continuano a mantenere i contatti, sebbene ritengano che le leggi "votate dalla Rada Suprema, che hanno messo sottosopra la sequenza prevista dagli accordi di Minsk, compromettono gli sforzi dei capi di Stato e di governo dei "quattro della Normandia".

    Lavrov ha anche detto che spera che le dichiarazioni del governo di Kiev sulla necessità di inviare nel Donbass una forza di pace, perché l'OSCE non sarebbe in grado di garantire il regolamento, non sia una mossa tattica per sviare l'attenzione dagli accordi già raggiunti. Talvolta, egli ha osservato, "alle trattative capita che una delle parti cerchi di menare per le lunghe o di guadagnare del tempo, allora viene proposta un'idea che non è stata concordata con nessuno, e questa idea comincia a sviare l'attenzione dal lavoro incentrato su cose già concordate".

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    Intervista, Sergej Lavrov, Russia
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