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    La logica della menzogna

    © Sputnik. Valeriy Melnikov
    Politica
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    Zinoviev Club, Timofey Sergeytsev
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    È diventato evidente oggi che l’intera versione occidentale in relazione agli eventi in Ucraina e al nostro ruolo al loro interno sia una menzogna. O almeno è chiaro per noi.

    Che fare in questa situazione e quale senso vi possiamo trovare?

    Una reazione naturale porterebbe al tentativo di far cambiare idea all'Occidente stesso: vi sbagliate, non siete dalla parte della ragione! Oppure come minimo convincere un pubblico mirato dell'Occidente o del mondo che si identifica nell'Occidente. O almeno l'Ucraina.

    Tuttavia persino gli eroi dei reportage della DNR e della LNR — a meno che non siano miliziani loro stessi — ripetono sempre la stessa formula: perché le nostre autorità ci passano per le armi? perché le nostre autorità non ci lasciano in pace? Eppure noi vogliamo solo vivere una vita tranquilla! Quindi "le nostre autorità" per le vittime e per coloro che soffrono rimane comunque ancora Kiev. Per il momento ancora Kiev? È possibile. Resta però il fatto che la gente del sud-est non comprende gli avvenimenti, nonostante gli eventi stessi siano capitati proprio a loro.

    Bisogna discutere con la menzogna?

    Una disputa in un modo o nell'altro presuppone il giudizio di un terzo, anzi intanto presuppone che vi sia un giudizio. Quando entriamo in una contesa ci caliamo nella condizione di essere una parte. Ovverosia noi stessi, in questa maniera, riconosciamo come disputabili le cose che sappiamo su quello che stiamo (o non stiamo) facendo. E con questo ne guadagniamo o ne perdiamo?

    La parte che con evidenza mente (e che lo sa), mettendo in discussione propria posizione, cioè rendendola con una qualche probabilità ammissibile, ci perde o ci guadagna?

    E alla fine chi sono i giudici?

    Dopo tutto, qualsiasi giudizio è una forma di potere. Il suo scopo è detenere la giurisdizione sulla disputa e non farvi entrare nessun altro. Le prove (qualunque prova, comprese le perizie) non hanno forza di per sé. Esse acquistano forza solo dopo che il giudice le ha ammesse e valutate. Il giudice (gli arbitri, i giurati) giudicano secondo il convincimento interiore: perciò chi è che ci giudica? E cosa fare se i giudici e la parte avversaria concordano nella loro visione critica?

    Non va neanche meglio utilizzando gli strumenti della logica

    La logica, quella creata da Aristotele dopo Socrate e Platone, è interessata solamente all'enunciazione della verità. Le enunciazioni menzognere di per sé stesse non rappresentano alcunché di interessante per la logica, che a questo proposito si limita a affermare che da esse si può trarre qualunque cosa si voglia. Tra l'altro, la menzogna possiede una sua struttura sviluppata, veniva insegnata a tutti i sofisti che lo desideravano, contro i quali interveniva Socrate; comunque, i sofisti non se la cavavano per niente male.

    E infine, con chi discutere?

    La menzogna moderna non ha autore, a differenza di quella greco-antica. L'invenzione della propaganda nel 20esimo secolo appunto come tipologia moderna di impostura (sofisma) si costruisce sopra l'eliminazione della figura dell'autore, oppure possiamo anche dire sopra il suo assassinio. A proposito, proprio questa "simbolica" uccisione "giustifica" e permette di realizzare delle uccisioni reali pienamente percepibili, cioè quelle di chi si esprime nella "maniera non giusta". Dio è morto, diceva Nietzsche: e allora dove potrà mai andare l'autore? Ma non è ancora tutto. Nietzsche prosegue: il deserto avanza, e si riempie di testi senza autore, il cui fondamento filosofico è completamente occupato dal postmodernismo. Dal testo cosiddetto nasce un testo; si intende, tale testo non è assolutamente destinato alla comprensione, dal momento che non ce n'è uno che voglia dire qualcosa.

    Se non c'è un autore non vuol dire che nessuno si spacci per esso

    Al contrario, la propaganda moderna per "delicatezza" ci mette davanti una falsa figura parlante; e così la propaganda si trasforma in pubbliche relazioni, che rappresentano la sua ultima forma odierna. Potremmo deridere all'infinito Jennifer Psaki, è stata messa lì apposta. Questo in negativo. In positivo, il miliardario che guida un partito politico pubblica sul suo blog personale (nota bene) un testo scritto da un "writer" assunto allo scopo, ingaggiato non da lui stesso, ma da un manager, e a cui il compito è stato assegnato da un redattore; oppure, essendo un "guru dell'economia", il distinto signore pubblica col suo nome uno scritto a tema economico di qualcun altro e composto a questo scopo. E così via.

    Se dalla disputa nasce anche la verità, allora è solo perché entrambe le parti si sono sforzate in questa direzione.

    Ed è chiaro che ciò non possa accadere: allora noi cosa facciamo? Come poter stare con l'Ucraina?

    Heidegger riteneva che la disputa fosse controindicata per coloro che sanno pensare, perché così iniziano a pensare in funzione della disputa stessa. Bisogna riflettere sulla propria posizione, problematizzare noi stessi il suo fondamento, allargarlo e approfondirlo.

    Non discutere non significa affatto tacere

    Primo.

    Ed ecco che mentono a noi (e a tutti) su ciò che sappiamo per filo e per segno in modo talmente radicale che forse vale la pena ricordare quello che ci dicevano (e a cui credevamo) su tutto il resto? Quello che sapevamo non tanto bene oppure che non sapevamo affatto? Quello per cui abbiamo fatto la perestrojka, sciolto l'URSS, rinunciato alla sovranità, distrutto l'economia e l'istruzione? Naturalmente non ha senso tornare al passato, ed è anche impossibile farlo: ma quella propaganda è in funzione ancora oggi; essa vale per l'oggi (e per il domani), ma non più per ieri. D'altronde, quando diciamo di aver perso la guerra fredda, significa proprio solamente che abbiamo perduto la guerra dell'ideologia.

    Secondo.

    La nostra ideologia è svanita, non vi è più una religione del comunismo. E grazie al cielo! A dire il vero c'è un socialismo reale che avanza a livello totale e planetario e che noi conosciamo meglio di chiunque altro. Ma sappiamo anche che non se ne può fruire nella cornice della religione della democrazia. Ciò non vuol dire che bisogna discutere con la religione democratica (ed ecco che si torna alla disputa): con la religione non si può discutere in generale. E così noi non discutiamo, ma semplicemente borbottiamo tra noi che in effetti la democrazia è una cosa bellissima, ma la capiremo da soli e ce la costruiremo pure da soli. All'epoca era stato Surkov a coniare l'espressione "democrazia sovrana". È un utile metodo di elusione, ma funziona solo a livello tattico. E il tempo intanto sta scadendo.

    Terzo.

    Poi "al massimo", pardon, con noi non c'è nulla da discutere, ma la propaganda (occidentale s'intende, perché non ce n'è altra) finisce inevitabilmente per passare  al "minimo", cioé alla diretta deformazione dei fatti. Per meglio dire si riscontra, senza la cintura di protezione della disputa ideologica, che tale deformazione vi è sempre stata e che determina il nocciolo stesso della questione. A noi non occorre costruire un'ideologia per avere un fondamento della propria sovranità (non vi è nulla di più debole e fragile da pensare), bensì in generale sbarazzarsi dell'ideologia e della propaganda (in questo momento di quella occidentale). La sovranità cresce solo con la storia, lo dobbiamo sapere. In secondo luogo, la sovranità cresce effettivamente dalle norme di vita delle grandi società umane, e anche questa è una cosa che dobbiamo sapere. Ed è tutto.

    Come stare con l'Ucraina?

    Tanto per iniziare formuliamo un giudizio congruo sugli eventi, dal momento che abbiamo accesso ai fatti e li conosciamo (tra l'altro anche a prezzo della vita dei corrispondenti).

    Perché ogni volta usiamo la definizione di fascismo? Eppure, con tutta evidenza, non è così. E significa pure che in risposta possono benissimo definirci anche loro così.

    Il fascismo è stato un concreto fenomeno storico. Le fuciliazioni di massa sono state un fenomeno storico universalmente noto. E ci sono molte altre opzioni.

    Il fascismo fu sovrano ed evoluto, mentre in Ucraina vi sono solo esecutori, e per di più anche maldestri.

    Il fascismo si distingueva effettivamente da coloro che sterminava. Sul territorio dell'Ucraina le persone si uccidono le une con le altre pur non avendo nulla di essenzialmente diverso tra di loro.

    Ma su un piano sociologico le differenze non servono affatto. Jonathan Swift ritrasse un fatto sociale: si può fare la guerra persino sul lato giusto da cui rompere le uova di gallina. E si sa che la lotta per il potere si scatena in un gruppo omogeneo, solo all'interno di esso si apre e si decide la questione del potere.

    Ma il potere può stare anche fuori dal conflitto

    Un esperimento sociologico famoso e politicamente scorrettissimo si fonda sulla divisione di due gruppi di volontari tra "zeki" (i reclusi) e "vohry" (le guardie carcerarie). All'inizio tutti ridacchiano e ammiccano e son tutti allegri. Poi si comincia a giocare. Ed entro un paio di giorni ci è già scappato il morto. Pensate che il potere sia formato dalle guardie? No, anche loro sono dei sudditi. Il potere è costituito dagli organizzatori dell'esperimento. Si possono leggere i resoconti o si può guardare il film "The Experiment" (che a proposito è un film tedesco).

    E allora contro cosa si è scontrata la gente in Ucraina?

    Nella Guardia Nazionale d'Ucraina e nei suoi cloni ci sono forse anche dei fanatici fascisti, simili ai tifosi fanatici della squadra di calcio della Dinamo Kiev o a quelli dei giochi di ruolo su Tolkien dalla parte della Compagnia dell'Anello (la composizione del "Settore Destro" è ancor più eterogenea). Ma ciò non vuol dire che Donetsk e Lugansk siano bombardate da elfi o da tifosi di calcio, pur essendo anche tali. In Ucraina gli abitanti — ma anche noi stessi — si sono scontrati non con il fascismo, ma con una moderna Democrazia Guidabile Plebiscitaria (VUD), la quale inculca nelle menti di qualunque gruppo di persone dedicato a una qualsiasi appartenenza (che l'uovo abbia due estremità, per davvero) che per principio essa può fare qualunque cosa voglia: lo fa nel rispetto della legge, ma la legge decade in fretta, mentre il principio rimane. Gli importatori e gli operatori della VUD (o per la VUD) sanno benissimo come essa funziona. Per questa VUD dobbiamo morire tutti, ma essa resterà.

    Parlando di fascismo in Ucraina, speriamo di denunciare il nemico, ma nei fatti temiamo di dire la verità: e finiamo per discutere solo dei mercenari.

     

     

     

     

     

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    Club Zinoviev, fascismo, guerra civile, Repubblica Popolare di Lugansk, Repubblica Popolare di Donetsk
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