15:20 23 Marzo 2017
    Alexis Tsipras sarà a Mosca per un incontro con il presidente russo Vladimir Putin il prossimo 8 aprile

    Tsipras prepara la sua prima visita a Mosca

    © REUTERS/ Marko Djurica
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    Il neo premier greco Alexis Tsipras sarà a Mosca per un incontro con il presidente russo Vladimir Putin il prossimo 8 aprile, a quanto riferisce il quotidiano ateniese ‘Ta Nea’.

    Il neo premier greco Alexis Tsipras sarà a Mosca per un incontro con il presidente russo Vladimir Putin il prossimo 8 aprile, a quanto riferisce il quotidiano ateniese ‘Ta Nea'.

    Si tratta della prima visita ufficiale di Tsipras in Russia.

    Tsipras si sarebbe dovuto recare a Mosca il 9 maggio su invito di Putin, in occasione delle celebrazioni per il 70esimo anniversario della vittoria dei popoli contro il fascismo.

    Secondo il quotidiano, la visita è stata anticipata su richiesta del governo greco ed è da mettere in relazione con la mancanza di liquidità che pesa sull'economia nazionale, a causa delle "condizioni economiche soffocanti" indicate dai creditori europei.

    La Grecia è alla disperata ricerca di denaro contante. Il governo sta pagando solo salari e pensioni, mentre le altre spese sono stati congelate.

    Secondo il quotidiano Kathimerini, il leader greco ha bisogno di trovare liquidità per far fronte a 1,7 miliardi di euro per il debito a breve in scadenza, di cui 350 milioni sono per il Fmi) e a € 4 miliardi in totale entro la fine di aprile.

    I punti di contatto tra Grecia e Russia sono molti. Tsipras ha chiarito da subito la posizione di Atene, opponendosi già il 27 gennaio all'ipotesi di nuove sanzioni contro la Russia paventata nei corridoi di Bruxelles. La spiegazione ufficiale faceva riferimento a una "non appropriata procedura" seguita nell'avanzare la proposta di nuove sanzioni, un'accusa respinta da Bruxelles.

    Tuttavia, al netto della correttezza procedurale, sono diversi i fattori che rendono non sorprendente la posizione di Atene. A partire da indizi che fanno capo alla stessa Syriza, come la visita di Tsipras a Mosca nel maggio scorso. O ancora, la partecipazione nel 2013 di Aleksandr Dugin — tra gli ispiratori della svolta "movimentista" di Putin — a un convegno che vedeva anche la partecipazione di Nikos Kotzias, attuale ministro degli Esteri ellenico. Inoltre, Panos Kammenos, neo ministro della Difesa greco, fondatore del partito nazionalista ANEL, a seguito dell'annessione della Crimea, aveva dichiarato il proprio pieno appoggio alla politica di Putin, lodato per aver "protetto i nostri fratelli ortodossi in Crimea". Lui stesso ha sottolineato che un ipotetico veto a nuove sanzioni alla Russia che "hanno danneggiato le economie dei Paesi dell'Europa meridionale" può rappresentare un passo importante verso una più globale messa in discussione delle strategie e politiche attuate dall'UE. A partire, ovviamente, dalla necessità di rinegoziazione del debito ellenico e delle condizioni con cui tirare Atene fuori dalla crisi.

        In effetti, Mosca, a più riprese — anche con un incontro tra il ministro degli Esteri russo Lavrov ed il suo omologo ellenico Kotzias — ha mostrato la propria disponibilità a sostenere economicamente gli sforzi di Atene per ripagare il proprio debito. D'altronde la Russia ha già dimostrato di essere interessata a investire nelle ferrovie, nel porto di Salonicco e in altri beni della Grecia.

    Nel frattempo, è di scena l'ennesimo scontro tra Atene e Bruxelles. Il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha evocato per la Grecia una soluzione stile Cipro, nel caso in cui non si riuscisse a trovare un compromesso sulle riforme da implementare nel paese affinché possa ricevere i nuovi aiuti. In un'intervista a ‘Bnr Nieuwsradio', Dijsselbloem ha rispolverato le misure radicali prese per Nicosia come soluzione estrema, ovvero chiusura della banche e controlli sui capitali. 

    Non si è fatta attendere la risposta della Grecia. Nell'editoriale sul Financial Times, i vertici economici del governo ellenico hanno chiesto di dare una possibilità ad Atene. "Il Paese è in una posizione come quella di Sisifo, un uomo condannato a trascinare macigno in cima a una collina solo per vederlo rotolare ogni volta", si legge, in riferimento agli aiuti internazionali che sembrano trascinare il Paese sempre più in basso nel vortice del debito. A scrivere è Yannis Dragasakis, vicepremier ellenico, il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis e il ministro per gli Affari economici internazionali Euclid Tsakalotos. I tre esponenti dell'esecutivo ricordano che l'aggiustamento di bilancio greco è stato più gravoso che altrove: con tagli di spesa e aggravi fiscali per il 45% del reddito disponibile delle famiglie, contro il 20% del Portogallo e il 15% di Italia e Irlanda.

    In vista della riunione di domani e venerdì del Consiglio europeo, il primo ministro greco, ha organizzato una serie di colloqui con le principali cariche dell'Europa. Tsipras ha chiesto un incontro con il presidente della Bce, Mario Draghi, il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, e poi la cancelliera tedesca, Angela Merkel e il presidente francese, Francois Hollande, a margine del vertice europeo. Un tentativo per cercare di trovare un accordo "politico" e sbloccare gli aiuti. Un ulteriore importante incontro con il cancelliere Angela Merkel si terrà lunedi prossimo, quando il primo ministro greco sarà a Berlino.

     

     

     

     

     

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    visita, 9 maggio, Alexis Tsipras, Vladimir Putin, Russia
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