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    Zaur Dadayev, il presunto esecutore dell`omicidio di Boris Nemtzov

    Omicidio Nemtsov: presunto esecutore ritratta la confessione

    © REUTERS/ Tatyana Makeyeva
    Politica
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    Zaur Dadaev, il presunto esecutore dell’omicidio del politico Boris Nemtsov, ha ritrattato la confessione fatta in precedenza. Ne ha già informato la Commissione di vigilanza della Camera Civica della Russia.

    Dadaev ha detto che aveva confessato per far scarcerare un'altra persona.

    "Quando sono stato fermato, ero in compagnia del mio amico Ruslan Yusupov che nel passato aveva lavorato alle mie dipendenze. Mi è stato detto che se io confesso, lo lasceranno andare. Ho accettato", — ha spiegato Dadaev.

    Dadaev ha inoltre dimostrato ai rappresentanti della Camera Civica i lividi lasciati dalle manette e dalle catene, dichiarando che per due giorni è rimasto incatenato e con un sacchetto di plastica in testa. Ha spiegato che in tribunale voleva dichiarare di essere innocente, ma il giudice non gli ha dato la parola.

    In tutto i sospetti dell'omicidio Nemtsov sono cinque. In precedenza a Grozny, in Cecenia, si era cercato di fermare un altro presunto complice, ma questi ha fatto esplodere una bomba a mano suicidandosi.

    Boris Nemtsov è stato ucciso la notte del 28 febbraio sul ponte Bolshoy Moskvoretsky vicino al Cremlino.

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    Attentato, Camera Civica, Boris Nemtsov, Russia
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