15:16 29 Marzo 2017
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    La “lista Magnitsky” diventerà la “lista Nemtsov”

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    Secondo gli analisti americani, la pressione degli USA sulla Russia dopo l'assassinio del politico di opposizione Boris Nemtsov non farà altro che intensificarsi. Lo ha scritto giovedì “Gazeta.Ru”, uno dei principali quotidiani online russi, nel suo articolo "La lista Magnitsky diventerà la lista Nemtsov."

    I primi segnali si sono già visti, constata il quotidiano russo. Durante le audizioni al Congresso degli Stati Uniti, il vice segretario di Stato Victoria Nuland ha osservato che alla fine dell'anno il governo americano può espandere la "lista Magnitsky", di cui fanno parte funzionari dello Stato russo rei di violazioni dei diritti umani, secondo Washington,. Questa volta il motivo possono essere le indagini della tragica morte del politico russo. La Nuland ha osservato che gli Stati Uniti si aspettano dalla Russia che le forze dell'ordine catturino non solo i responsabili diretti dell'omicidio, ma anche i suoi mandanti, e che le indagini debbano essere condotte con "standard internazionali".

    Con alta probabilità, scrive il giornale, Mosca considererà questa posizione come un mezzo per fare pressione, mentre il possibile allargamento della "lista" sarà ritenuto un tentativo di mettere ancora una volta in discussione la sua sovranità. "Gazeta.Ru" ricorda che "la risposta asimmetrica", collegata direttamente alla creazione della "lista Magnitsky", è stata "la legge di Dima Yakovlev", che vieta l'adozione di orfani russi ai cittadini americani.

    Tuttavia, continua "Gazeta.Ru", la maggior parte delle audizioni al Congresso degli Stati Uniti sono state dedicate agli eventi ucraini. Secondo la Nuland, gli accordi firmati a Minsk sono stati violati più di un centinaio di volte, tuttavia non ha chiarito quale parte si sia resa responsabile di tali violazioni. Contemporaneamente, mercoledì, il capo dell'Ufficio dell'OSCE a Kiev Michael Batsukov ha osservato che i bombardamenti si sono notevolmente ridotti in numero.

    La Nuland ha inoltre detto che la questione delle nuove sanzioni contro la Russia non verrà rimossa dall'agenda. "Per noi è molto importante la solidarietà dell'Europa riguardo le nuove sanzioni se verranno violati gli accordi di Minsk o ci saranno conquiste di nuovi territori," — ha detto il vice segretario di Stato USA. Secondo la diplomatica, una task force di intermediari americani si trova già in Europa, dove sta discutendo la corrispondente questione con i partner europei.

    Tuttavia l'eventualità di nuove sanzioni, suppone l'articolo di "Gazeta.Ru", non è così incombente. Come evidenzia la rivista "Foreign Policy", "resta poco chiaro" con quali azioni la Russia possa fornire pretesti per la loro introduzione: "La Russia è uno dei principali produttori ed esportatori di petrolio, incluse le forniture verso l'Europa. Molto probabilmente i Paesi occidentali non correranno il rischio di tagliare gli approvvigionamenti di petrolio."

    Ritornando all'assassinio di Boris Nemtsov, "Gazeta.Ru" cita il parere dell'editorialista ed analista politico della rivista "The National Interest" Nikolay Gvozdev, il quale ritiene che questo tragico evento renda molto improbabile il miglioramento delle relazioni tra la Russia e gli Stati Uniti fino a quando Putin rimarrà al potere. Al contrario potrà solo portare acqua al mulino dei sostenitori di ulteriori sanzioni contro la Russia", afferma l'analista.

    Il mantenimento della retorica conflittuale, ritiene il giornale russo, probabilmente è relazionato all'atteggiamento generale nei confronti della leadership russa a cui l'attuale amministrazione statunitense ha deciso di legare il principio di "presunzione di colpevolezza".

    Nella giornata di ieri il presidente americano Barack Obama aveva prorogato le sanzioni economiche contro la Russia per un altro anno. Probabilmente potranno essere tolte dal prossimo presidente degli Stati Uniti dopo le elezioni del prossimo anno, se vorrà iniziare con la Russia un rapporto "ex novo". Tuttavia non è garantito, dal momento che nella Casa Bianca può entrare un politico più radicale, scrive "Gazeta.Ru".

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    Tags:
    OSCE, Barack Obama, Boris Nemtsov, USA, Russia
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