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    Il mediatore inviato in Libia dalle Nazioni Unite Bernardino Leon

    Libia, tre giorni di tregua per il negoziato ONU

    © REUTERS/ Ismail Zitouni
    Politica
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    In corso di svolgimento a Rabat il negoziato sotto l'egida ONU. Sul tavolo la scelta del premier di un governo di unità nazionale e sul ritiro delle truppe dalle zone di conflitto.

    Annunciata nella serata di mercoledì, è iniziata la tre giorni di tregua dell'aviazione decisa dall'esercito regolare libico per favorire il negoziato in corso in Marocco. A Rabat l'obiettivo principale è la formazione di un governo di unità nazionale, come condizione necessaria per fronteggiare i terroristi ISIS dalla regione. Il mediatore inviato in Libia dalle Nazioni Unite, Bernardino Leon avrà in queste ore il difficile compito di trovare un accordo tra il governo legittimo, esiliato a Tobruck, ed i ribelli islamisti di Libya Dawn che hanno occupato in questi mesi la capitale Tripoli.

    Nel frattempo ieri al Palazzo di Vetro il Consiglio di Sicurezza ha esteso la missione UNSMIL in Libia di un altro mese, portando la sua scadenza al 31 marzo prossimo. Ma aldilà delle tempistiche ufficiali quello che preoccupa, come confermato dal diplomatico ONU solo pochi giorni fa, è la situazione sul terreno: i miliziani dell'ISIS stanno infatti avanzando e rafforzando i propri insediamenti, "giocando" sulle profonde divisioni politiche della Libia. Urge quindi una soluzione rapida, condivisa e unitaria.

    Proprio in tal senso si è espresso Leon oggi a Skhirat, località a sud della capitale marocchina, accogliendo i 23 delegati delle fazioni belligeranti in Libia. L'esito delle consultazioni resta molto incerto, principalmente a causa della diffidenza che serpeggia tra i partecipanti al tavolo. A dare conferma del clima in cui si svolge la riunione, ieri l'ambasciatore libico presso le Nazioni Unite non aveva usato mezzi termini dichiarandosi disponibile ad un accordo, avanzando però le proprie perplessità sulle posizioni dei ribelli di Libya Dawn. "Noi siamo pronti a fare l'accordo e rispettarlo — ha dichiarato Ibrahim Dabbashi — gli altri non lo so. Anche se i politici in Marocco lo firmassero, poi avrebbero la capacità di fermare tutte le milizie?". Diffidenza e tensione che come prevedibile sono uscite dai confini libici, portando ieri le relazioni diplomatiche tra Turchia ed Egitto ai minimi storici, dopo l'accusa del premier turco al governo de Il Cairo, definito illegittimo in quanto frutto di un colpo di Stato.

     

     

     

     

     

     

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    tregua, ISIS, Bernardina Leon, mediatore inviato di Nazioni Unite, Libia
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