07:41 17 Aprile 2021
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Anche la Cina sta facendo i conti con le sue bolle finanziarie, create nei passati due decenni rincorrendo sconsideratamente il modello finanziario speculativo americano.

Perciò, all’inizio di marzo, è scesa in campo la potentissima China Banking and Insurance Regulatory Commission (CBIRC), l’equivalente dell’americana Security Exchange Commission e della nostra Consob, attraverso il suo presidente Guo Shuqing, manager competente e uomo forte del Partito Comunista Cinese.

Il problema numero uno da affrontare è il rischio rappresentato dal debito corporate cinese e dallo stock crescente dei non performing loans (npl), i crediti inesigibili detenuti da imprese in fallimento o incapaci di ripagarli. 

Secondo l’International Capital Market Association (ICMA), l'associazione degli investitori istituzionali che operano sul mercato del fixed income, il mercato obbligazionario interno cinese in yuan, è equivalente a circa 15.000 miliardi di dollari, il secondo al mondo dopo quello Usa. La parte strettamente relativa al debito corporate non finanziario interno sarebbe pari a 3.700 miliardi di dollari.

Il mercato obbligazionario cinese offshore è di 752 miliardi di dollari. Esso è in grande crescita, è legato soprattutto al settore immobiliare, e rappresenta già il 30% di questo mercato nell’area Asia-Pacifico. Al riguardo occorre fare un po’ di attenzione alle cifre in quanto la stampa spesso, e superficialmente, presenta l’intero mercato obbligazionario come corporate. Ciò vale per i dati degli Usa, della Cina o di altri.

Il 2020 è stato l’anno che ha certamente shoccato la Cina e i mercati internazionali per i fallimenti nel ripagamento di interessi e di capitale dei debiti corporate interni: circa 40 fallimenti per 30 miliardi di dollari, il 14% in più rispetto al 2019. Anche 12 imprese cinesi offshore sono fallite coinvolgendo obbligazioni per un valore di 7 miliardi di dollari. Ciò sta provocando  forti preoccupazioni per una possibile crisi del debito nel periodo post Covid. Infatti, nel 2021 bond per 7,1 trilioni di yuan (6,5 yuan sono equivalenti a 1 dollaro) arriveranno a scadenza sul mercato interno. Lo stesso dicasi per 104 miliardi di dollari di obbligazioni offshore, un aumento del 40% rispetto all’anno precedente.

Alcune delle imprese fallite sono delle controllate dallo Stato, sollevando dubbi anche sulla garanzia, finora certa, di salvataggi pubblici. Tra queste ci sono la Yongchen Coal & Elettricity Holding Group (miniere di carbone), la Tsinghua Unigroup (elettronica), la Huachen Automotive Gorup Holding (auto, legata alla tedesca BMW).

Nel recente incontro con la stampa nazionale e internazionale, tenuto insieme ai presidenti dei più importanti istituti finanziari cinesi, come la China Development Bank, l'Agricultural Bank of China, la People's Insurrance Company of China e la China Export Credit Insurance Corporation, Guo Shuqing  ha dato una quadro preoccupante della situazione: “Nel 2020, i prestiti sono aumentati di 19,6 trilioni di yuan e il rimborso di 6,6 trilioni di yuan di prestiti è stato differito nei pagamenti di capitale e di interessi.” Per quanto riguarda i npl ha detto: “La cessione cumulativa di crediti deteriorati dal 2017 al 2020 è di 8,8 trilioni di yuan, superando il totale dei precedenti 12 anni”.

E ha aggiunto: ”Un numero considerevole di imprese potrebbe dover affrontare una riorganizzazione o liquidazione fallimentare, per non parlare della capacità di rimborsare i prestiti. Pertanto, l'aumento dei crediti in sofferenza è una tendenza inevitabile. Nel 2020, abbiamo ceduto 3.02 trilioni di yuan di attività deteriorate. E’ in atto una stima con le banche. È possibile che i crediti in sofferenza che devono essere ceduti aumentino nel 2021 e anche nell’anno seguente”.

Guo Shuqing, il presidente del CBIRC
© REUTERS / Tingshu Wang
Guo Shuqing, il presidente del CBIRC

Guo Shuqing ha annunciato alcuni programmi e illustrato i risultati già ottenuti. In primo piano vi è la riduzione dell’elevato effetto leva all’interno del sistema finanziario, che aveva visto una pericolosa crescita nel periodo 2017-19.

Sarebbe in atto lo smantellamento del settore bancario ombra, la cui portata è diminuita nel 2020 di circa 20 trilioni di yuan. All'inizio dell'anno il totale era di 85 trilioni di yuan, pari all'86% del pil cinese. Lo shadow banking conta il 29% degli asset bancari totali.

La CBIRC teme che alcune attività ad alto rischio dello shadow banking possano ripresentarsi sotto forma di pseudo “innovazioni”. Perciò, per l’internet private banking, saranno applicate le stesse regole di adeguatezza patrimoniale e di garanzie valide per il settore bancario. Ciò anche per combattere la raccolta illegale di fondi, fatta con offerte di rendimenti molto più alti di quelli delle banche. Sembra che questa pratica sia relativamente grande anche in Cina.

Ha ammesso che “nel settore immobiliare la finanziarizzazione e la tendenza a diventare una bolla sono ancora relativamente forti, anche se nel 2020 il tasso di crescita dei prestiti investiti nel real estate è sceso per la prima volta sotto quello medio dei prestiti”. Lo ha chiamato un pericoloso “rinoceronte grigio”, perche “molte persone comprano case non per abitarci, ma per investimenti o speculazioni… Se il mercato in futuro dovesse scendere, potrebbero esserci grandi perdite, i prestiti non sarebbero rimborsati mandando le banche e l’intera economia in sofferenza”. Evidentemente la lezione dei subprime americani docet.

Per quanto riguarda l’internet private banking, saranno applicate le stesse regole di adeguatezza patrimoniale e di garanzie valide per il settore bancario. Ciò anche per combattere la raccolta illegale di fondi, fatta con offerte di rendimenti molto più alti di quelli delle banche. Sembra che questa pratica sia relativamente grande anche in Cina.

Guo Shuqing, inoltre, ha spostato l’attenzione sui mercati finanziari negli Usa e in Europa che opererebbero “in contraddizione con l’economia reale”. “Il mercato finanziario dovrebbe riflettere lo stato dell'economia reale, ha detto, altrimenti sorgeranno problemi e sarà costretto alla fine ad adeguarsi. Pertanto, siamo molto preoccupati per il giorno in cui scoppierà il mercato finanziario, in particolare la bolla delle attività finanziarie estere”.

Considerazioni corrette, che valgono anche per i comportamenti finanziari della Cina e per  i rischi sistemici che stanno creando. Alla fine, in Cina o negli Usa, in Africa o in Europa, la finanza speculativa è sempre un pericolo per la stabilità e per la crescita dell'economia reale.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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