12:05 01 Marzo 2021
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È bizzarro dover costatare come quegli stessi politici che si affidano facilmente a comitati tecnico-scientifici nel caso di una epidemia non ritengano di sentire almeno un parere di veri esperti per quanto riguarda gli effetti sociali ed economici derivanti da un’immigrazione selvaggia.

A ben guardare, la spiegazione di certi comportamenti è facilmente identificabile con quel “buonismo” che nessuno osa contraddire. Al contrario, si sprecano milioni di parole per esaltare le ricadute positive, in termini demografici e pensionistici, dell’arrivo di centinaia di migliaia di “profughi” da altri continenti, anche se portatori di cultura e valori che poi si riveleranno incompatibili con quelli autoctoni.

Tra i più ”buoni” si sono sempre distinti gli svedesi che amano vantare la loro disponibilità all’ “accoglienza”. Tuttavia, anche per i tolleranti svedesi arriva, prima o poi, lo scontro con la realtà e allora, seppure in ritardo, il governo cerca di trovare un qualche rimedio.

Pochi mesi fa è stata ufficializzata la proposta di un immigrato musulmano di dar vita ad un “partito degli immigrati” con l’obiettivo di affermare i loro valori e addirittura lanciando l’idea di a versare un indennizzo a quegli svedesi che, non convinti di abbandonare le proprie abitudini, si dessero disponibili ad emigrare in paesi più “occidentali”.

Probabilmente, in quel caso si è trattato più di una boutade che di un progetto realmente realizzabile ma, di là da immaginarie fantasie, altri fatti realmente accaduti hanno convinto il Primo Ministro social democratico Stefan Lofven che qualcosa andava fatto.

© AP Photo / Pontus Lundahl
Passeggio davanti ad un locale del quartiere di Rinkeby, a Stoccolma, ad alta concentrazione di immigrati

Le statistiche hanno, infatti, dimostrato che negli ultimi anni sono pesantemente aumentate le violenze e le aggressioni ad opera di stranieri ai danni di ragazze svedesi.

Si è notato anche un enorme sviluppo in molte città di veri e propri ghetti multiculturali ove ci si facevano un baffo delle consuetudini e perfino delle leggi del Paese. In passato, contro ogni evidenza, i politici di maggioranza avevano pubblicamente negato che l’immigrazione di massa potesse causare nel Paese tensioni sociali e pericoli per l’ordine pubblico.

Dallo scorso dicembre la musica è cambiata. Lo stesso Lofven ha ammesso tristemente che:

l’integrazione degli stranieri doveva considerarsi totalmente fallita a causa delle tensioni che aveva generato nella società

Di conseguenza, il governo ha annunciato di aver raggiunto un accordo trasversale con l’opposizione affinché venga istituita una giornata di formazione obbligatoria di introduzione alla vita quotidiana e alla cultura svedese.

Tale giornata sarà imposta immediatamente a qualunque straniero arrivi in Svezia e riguarderà tutti i migranti, i rifugiati e i richiedenti asilo. Si parlerà loro di valori che riguardano

  • la parità tra uomo e donna,
  • il divieto della poligamia,
  • il divieto del matrimonio combinato dei bambini,
  • il divieto delle violenze in famiglia e delle mutilazioni genitali femminili.

Gli “ospiti” saranno messi al corrente dei diritti che sono loro riconosciuti dall’ordinamento giuridico svedese e degli obblighi che dovranno rispettare se vogliono vivere in un Paese europeo.

È probabile, e già lo si sa, che una giornata non basti a creare le necessarie convinzioni e si inviteranno quindi gli stranieri a scaricare online una certa quantità di materiale didattico appositamente preparato.

Il cambio di rotta degli svedesi è certamente apprezzabile ma resta il dubbio se tutti i nuovi arrivati avranno veramente la volontà di integrarsi o non fingeranno solamente di farlo pur di restare.

Ancora di più, c’è da chiedersi se l’invito ad “educarsi” via internet non susciti tra queste comunità una comprensibile ironia nei confronti di “questi svedesi, sicuramente generosi ma tanto ingenui” da credere che qualche lezione di integrazione basti a cancellare usi e abitudini sedimentate nei secoli.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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