14:29 23 Aprile 2021
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Inizia oggi la presidenza italiana al Gruppo dei 20. L’Italia succede alla presidenza saudita e nell’autunno del prossimo anno ospiterà a Roma il forum. Il nostro Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha per l’occasione pubblicato il suo discorso di intenti per il mandato italiano. Un discorso che però ricorda qualcosa di già sentito…

Inizia oggi, martedì 1.mo dicembre, la presidenza italiana al Gruppo dei 20, il cosiddetto G20, forum dei leader, dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali dei Paesi più industrializzati al mondo più l’Unione europea. Il prossimo anno, a fine ottobre se non vi saranno ulteriori disguidi, Roma ospiterà il grande evento.

Come d’uso, il Primo Ministro della nazione entrante ha fatto il suo discorso di insediamento. Dopo le congratulazioni e i complimenti di rito per sua Maestà e il lavoro svolto dall’Arabia Saudita durante il proprio turno di presidenza, Conte è passato ad elencare i principi sui quali si fonderà il mandato italiano.

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Persone, Pianeta e Prosperità – così lo stesso Conte sintentizza gli obiettivi.

“Abbiamo deciso di incentrare il nostro programma di lavoro su tre pilastri: Persone, Pianeta e Prosperità. Per sviluppare un mondo più sicuro e sostenibile dobbiamo innanzitutto ristabilire l’equilibrio tra le persone e la natura. Su questa base potremo sostenere la ripresa economica, anche promuovendo l’empowerment femminile; affrontare la povertà e le disuguaglianze, vecchie e nuove, per non lasciare nessuno indietro; favorire la transizione energetica e combattere i cambiamenti climatici; sfruttare le immense opportunità offerte dalla digitalizzazione; rafforzare il sistema commerciale globale secondo i principi di trasparenza, non discriminazione, inclusività, in modo da perseguire un approccio multilaterale realmente efficace”, si legge nel comunicato firmato dallo stesso nostro Primo Ministro sul sito ufficiale della presidenza del Consiglio.

Ora, prima osservazione in merito potrebbe essere che “affrontare le povertà e le disuguaglianze” è un obiettivo che sarà difficile far collidere con l’obiettivo della “transizione energetica e lotta ai cambiamenti climatici”, per il semplice motivo che per realizzare il primo bisognerebbe che i nigeriani, per dire, iniziassero ad utilizzare per sé le loro immense riserve di petrolio ‘Bonny Light’ invece di svenderlo agli occidentali e lasciare la popolazione locale senza energia elettrica. L’Occidente è una vita che inquina, adesso che tocca agli altri gli andiamo a dire che no, bisogna comprare i pannelli solari che fabbrichiamo noi?

Ma questo è solo uno dei punti dolenti quando si analizza un gran bel discorso negli intenti e piano piano scavando iniziano ad uscire fuori dal sottosuolo giacimenti di retorica. Puntiamo piuttosto l’attenzione non sugli obiettivi da raggiungere ma sull’ideologia generale dichiarata – Conte parla di ‘Multilateralismo’.

E non è un’espressione capitata ‘en passant’, è proprio il concetto portante di tutto il discorso, il principio fondamentale a cui egli si ispira, tanto è vero che lo ripete e blinda il concetto nella frase finale del comunicato:

“Nel mondo di oggi, così interconnesso e interdipendente, il MULTILATERALISMO non è una delle tante opzioni a disposizione: è l’unica scelta sostenibile”, così conclude Conte.

Discorso interessante e potremmo anche ritenere sincero, se non fosse che… ricorda qualcosa di già sentito.

Il Multilateralismo di Putin del 2007

Il concetto di multilateralismo in politica internazionale, se non ricordo male, venne per la prima volta introdotto dal Presidente della Federazione russa Vladimir Putin durante la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco il 10 febbraio del 2007.

Nel 1991, alla caduta dell’URSS, George Bush (Senior) enunciò per la prima volta compiutamente e pubblicamente la teoria del NEW WORLD ORDER. Il discorso di Bush era molto semplice – adesso che non c’è più l’Unione Sovietica possiamo finalmente imporre la nostra ‘pax americana’, cioè un ordine in cui facciamo noi le leggi, diciamo noi cosa è democratico e cosa no, gestiamo noi l’ordine. Infatti poi abbiamo visto in cosa tutto questo si traduceva – Jugoslavia, Iraq, bombe ‘intelligenti’, missioni ‘umanitarie’, accuse non provate di armi chimiche per interventi, inversioni dell’onere della prova, rivoluzioni colorate e via dicendo.

Ad un certo punto però intervenne Putin e disse due paroline in merito al concetto di New Word Order, ma, invece dei 92 minuti di applausi che meriti quando dici quello che pensi veramente della ‘Corazzata Kotimokin’ (cit: P.Villaggio 1976), il presidente russo si accattivò tutte le antipatie dell’intero mondo occidentale che si vide messo in discussione il concetto di ‘grande malloppo tutto nostro’. Putin provò a ripetere il conetto anche alla successiva Assemblea Generale dell’ONU ma venne interpretato come una ‘nostalgia dei blocchi della guerra fredda’. In realtà il discorso era molto chiaro, per chi se lo fosse perso, qui sotto trovate il video con la traduzione integrale.

Ecco, quello era il concetto di multeralismo.

Di che MULTILATERALISMO parla allora Conte?

Non certo del multilateralismo di cui parlava Putin. Negli ultimi anni non abbiamo visto altro che un inasprimento dei concetti opposti - unilateralismo e unidirezionalità, globalizzazione forzata del pensiero unico. Gli esempi si sprecano: sanzioni a destra e manca senza passare dal via, unilateralmente ci siamo messi a sentenziare quale elezione è valida quale no, quale Governo legittimo, quale se ne deve andare, l’onere della prova è un concetto da un pezzo superato, oggi puoi accusare una intera nazione senza uno straccio di prova con i pretesti più assurdi basta che hai tutta la stampa asservita che ripete il mantra di palazzo. Persino i vaccini – compri quello che viene unilateralmente deciso dall’alto, se serve a scatola chiusa, l’importante è che l’affare rimanga tra i nostri. L’economia italiana è decisa da Bruxelles, la politica estera da Washington, la Difesa gestita direttamente dalla NATO.

Di che multilateralismo parla Conte? S’è mai forse opposto alle sanzioni imposte alla ‘mentulacanis’ a destra e manca per il compiacimento e l’omologazione al monoteismo assoluto?

Come si spiega?

Si spiega. Il fatto è che il nostro mondo occidentale, a quasi 14 anni di distanza da quel discorso fatto a Monaco, si è reso conto che è il multilateralismo a reggere il discorso logico, non l’unipolarismo.

“Cos’è un mondo unipolare? Comunque si voglia abbellire questo termine, alla fine ci si riferisce sempre allo stesso tipo di situazione, ovvero a un unico centro di autorità, un unico centro di forza, un unico centro decisionale. È un mondo nel quale c'è un padrone, un sovrano. Ed alla fine questo non solo è pericoloso per tutti quelli compresi in questo sistema, ma anche per il sovrano stesso, perché distrugge se stesso dall'interno”, questo uno dei passaggi fondamentali di quel discorso del 2007 mai tradotto dai nostri giornali.

E aveva ragione. Il nostro Occidente l’ha capito, ma non lo potrà mai accettare sul serio. Ecco allora che si inventa una nuova formula.

Il multipolarismo unipolare

Se la multipolarità vince, ma noi siamo e saremo sempre unipolari, allora proviamo con il ‘multipolarismo unipolare’. Il multipolarismo unipolare è quella cosa in cui il multipolarismo è di facciata – parli di democrazia, libertà di espressione, diritti di tutti i popoli, e intanto tieni in galera Assange, continui a decidere tu che i governi amici e allineati per definizione sono democratici, gli altri sono tutte dittature, ma sopratutto, come ti autodefinisci ‘democratico’ e lo ripeti sui giornali tutti i giorni, così ti autodefinirai ‘multilaterale’ e a forza di ripeterlo tutti i giorni alla fine ci crederanno. Importante è che noi saremo quelli buoni, democratici e multilaterali, gli altri saranno il contrario. E chi lo deciderà chi è democratico e multilaterale? Noi, come al solito, in modo unilaterale. Ovvio.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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