22:13 03 Dicembre 2020
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Tutti lo pensano ma, almeno secondo quanto ci dice il governo, non è vero che in Italia la tassazione è la più alta di tutta l’Europa. Secondo i dati ufficiali comunicati dall’ISTAT, la pressione fiscale totale a carico del cittadino italiano medio arriva al 42,4% del Prodotto Interno Lordo.

Se questo dato fosse veritiero, in Europa noi saremmo sesti e verremmo dopo la Danimarca (47,6), la Francia (47,3), il Belgio (45,5), la Svezia (43,5) e l’Austria (42,9). L’ISTAT, nel calcolare il PIL, riporta però anche il dato che riguarda l’economia sommersa e quella illegale che sono valutate complessivamente al 12% sul PIL totale.

Questo ultimo dato cambia, tuttavia, le carte in tavola. Se le tasse e le imposte sono pagate soltanto dalle attività economiche ufficiali, chi le paga lo fa anche per chi non lo fa. In altre parole, ciò che il cittadino corretto versa allo stato non corrisponde alla pressione fiscale ufficiale, che è dunque solo apparente, ma alla pressione reale e cioè il 48,2%.

Allora è questa la cifra da considerare nella realtà e l’Italia non si trova più al sesto posto in Europa, bensì al primo assoluto.

Va pure considerato che la media della tassazione dei 27 Paesi europei è fissata al 41% (Eurostat-2020).

Dove si pagano meno tasse è in Irlanda che vede una soglia massima del 22,8 percento.

Tra i Paesi dell’Europa occidentale chi sta meglio sono i cittadini spagnoli che versano al loro Stato solo il 35,2 % del PIL.

Queste valutazioni sono il frutto di un recente studio condotto dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti e dalla loro analisi si ricavano altre informazioni utili a capire quale sia, da noi, la situazione vera.

Ad esempio, si scopre che la pressione fiscale sul lavoro è pari al 21% del totale, quella sui consumi all’11% e quella sul capitale al 9.6%.

L’IVA che paghiamo corrisponde al 22% del valore delle merci che acquistiamo e, limitatamente a questo settore, scendiamo al decimo posto. L’imposta più bassa sul valore aggiunto la si trova in Lussemburgo con il 17 percento, mentre la più alta è in Ungheria dove i consumatori pagano ben il 27 percento.

 In compenso, gli ungheresi sono meno tassati sui redditi e la loro pressione fiscale totale non supera il 37 % del loro PIL (esattamente il 36,6%). Ancora meglio fa la Slovacchia ferma al 33,1 %.

È anche interessante notare che, nel periodo che va dal 1995 al 2019, ciò che il cittadino italiano (sempre colui che paga veramente, escludendo le evasioni, il sommerso e l’illegale) ha dovuto versare è aumentato del 2,3%, con l’incremento massimo avuto dopo il 2011 (Governo Monti). Gli irlandesi, al contrario, hanno visto diminuire ciò che pagano al fisco di ben il 10,4 percento.

Una delle cose più preoccupanti che emerge dallo studio della Fondazione dei Commercialisti è estratto dalle valutazioni fatte dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) condotte sui 37 Paesi aderenti. Si scopre infatti che la nostra economia non è penalizzata soltanto dall’alto livello della tassazione ma soprattutto dalla burocrazia che richiede “tempi di pagamento” esagerati.

  • Per pagare tutte le varie tasse, l’OCSE ha calcolato che in Italia serve una “dedizione” di almeno 238 ore l’anno.
  • In Germania sono 218
  • In Francia - 139
  • In Gran Bretagna - 114.

Anche i tempi per adempiere solamente agli oneri fiscali riguardante il lavoro e i relativi contributi ci penalizza: da noi occorrono 169 ore, in Canada, per esempio, ne bastano 36.

Non basta? La Banca Mondiale ha elaborato una classifica sul “doing business” che tiene conto di tutti gli indicatori concernenti le procedure per aprire un’impresa, gestirla, ottenere crediti bancari, affrontare un contenzioso legale ecc.

Ebbene, su 189 paesi esaminati nel 2020, l’Italia si trova al 58° posto (in miglioramento di due posizioni rispetto al 2019) e al 128° posto nella speciale classifica del Paying Taxes (in peggioramento di una posizione rispetto al 2019).

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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